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    A chi sta parlando Matacena?

    di Giusva Branca – Amedeo Matacena tuona dall’esilio: “Se accadrà qualcosa alla mia famiglia svelerò nomi, cognomi e numeri di conti correnti dei soggetti coinvolti nell’affare Telekom Serbia”.
    La gravità della cosa non merita sottolineature ulteriori ma, proprio tale gravità, rischia di spostare l’attenzione.
    Istintivamente l’attenzione va dritta sulle presunte tangenti, riferite ad un periodo storico nel quale, ad esempio, presidente del Consiglio era Massimo D’Alema e vicepresidente con delega ai servizi segreti Sergio Mattarella, l’attuale Capo dello Stato.
    Ma, dicevo, la vera domanda da porsi oggi, a oltre tre lustri di distanza dai presunti accadimenti è un’altra: a chi sta parlando Amedeo Matacena?
    Posto che sul piano giuridico Matacena non è in grado di negoziare alcunchè, giacchè la definitività della condanna e il particolare capo di imputazione del quale è stato riconosciuto colpevole lo obbligano a scegliere tra trascorrere il resto della sua vita esule e rientrare in Italia e consegnarsi, il senso delle sue parole appare chiaro: “se accadrà qualcosa alla mia famiglia” dice Matacena.
    Bene, legittimo, anche ovvio e umano atteggiamento potremmo dire.
    Ma, volendo essere un pò più sottili, perchè mai dovrebbe accadere qualcosa ai suoi familiari?
    E soprattutto chi dovrebbe fare loro del male?
    E, ancora, che nesso potrebbe esserci tra coloro i quali dovessero fare del male ai familiari di Amedeo Matacena e l’affaire Telekom Serbia?
    Ma, la domanda delle domande è questa: cosa potrebbe temere questo ‘qualcuno’ dai familiari di Matacena?
    Cosa c’è che loro sanno e che, in un momento di ‘debolezza’ potrebbero rilevare?
    In definitiva, esattamente a chi sta parlando Amedeo Matacena?