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    Regione, un uomo (solo) al comando. Ma sempre allegri bisogna stare, chè il nostro piangere fa male al re…

    di Giusva Branca – Immaginate una nave in mezzo al mare, in mezzo ad un Oceano di guai. Immaginate che questa nave si ritrovi senza equipaggio e senza rotta dichiarata. Un uomo al comando.

    Un uomo solo al comando.

    La nave è la Calabria, l’Oceano è rappresentato dalla morte civile del territorio, ormai ad un passo, l’uomo al comando è il Governatore Oliverio.

    A distanza di quasi due mesi dalle elezioni – e quindi del mandato che i calabresi gli hanno dato per governare la Calabria e provare a tirarla fuori dalle fiamme dell’Inferno – non c’è traccia della Giunta.

    Il dato nuovo è che ieri Oliverio ha rimandato (dopo due Assemblee su due e dopo, come detto la formazione del Governo regionale) anche la semplice esposizione del programma di Governo, quella sorta di libro dei sogni che non serve a nulla ma, formalmente, fa partire la consiliatura.

    Ora basta, però.

    Ora basta!

    Da mesi (prima durante il protettorato-Stasi per ragioni tecnico/normative e ora per beghe interne ad una maggioranza che si è ribaltata in parcheggio senza riuscire ad arrivare in strada) della Calabria e dei Calabresi non se ne occupa nessuno. Il balletto dei rinvii e delle modifiche statutarie è solo funzionale a comprendere chi e in che modo debba occupare questa piuttosto che quella poltrona ed anche la vicenda del ruolo unico regionale interessa ai Calabresi quanto un cravattino ad un uomo nudo e assetato nel deserto.

    La verità – amara ancorchè non sorprendente – è che la politica si occupa solo di sé stessa, cristallizzando il dato per il quale lo strumento ha ormai travalicato e compresso il fine, diventando fine esso stesso.

    E in tutto ciò la Calabria affoga.

    Affoga mentre Renzi da Roma prova a rimandare al mittente la Lanzetta e chiede a Oliverio stesso di accoglierla (con un serie di mal di pancia assortiti che la cosa provocherebbe), mentre Ciconte è diventato ormai una specie di incubo per lo stesso Oliverio con le sue continue richieste di assessorati pesanti.

    Il tutto al lordo, come sempre nelle scelte della politica calabrese (per personaggi interni o “già interni che diventano esterni perché non sono più interni…”) delle inchieste che i “rumors” assicurano essere a un passo dalla esplicazione pubblica di attività di indagine chiuse.

    Ma, giova ribadirlo, sempre di poltrone si tratta.

    Di lavoro, trasporti, ambiente, sanità non se ne parla, che sarà mai?

    E poi, anche voi, Calabresi, state sempre a lamentarvi…ma un po’ di positività, cribbio!

    E sempre allegri bisogna stare, chè il nostro piangere fa male al re…