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    Proposta delle donne “Reggio Futura” non ha nè capo nè coda

    di Giuseppe Baldessarro – Promettono che si occuperanno anche di altro, che faranno altre conferenze stampa, che interverranno sulle diverse questioni importanti della città. Oggi però hanno iniziato col piede sbagliato. Ossia con una proposta che, francamente, non ha ne’ capo e ne’ coda. Le donne di “Reggio Futura” (Leggi qui) hanno chiesto al Comune e alla Provincia di acquistare quanti più biglietti possibile per assistere alle partite casalinghe della Reggina, perché la società sportiva è un patrimonio della città. Biglietti da comprare e da regalare alle scuole. Si sono presentate in gruppo le candidate non elette alle scorse comunali. In gruppo e con tanto di maglietta della squadra amaranto, perché dicono che “quei colori li hanno cuciti sulla pelle”.
    Una richiesta che probabilmente, e ci mancherebbe altro, le amministrazioni chiamate in causa non accoglieranno. E non perché il sindaco Giuseppe Falcomatà e il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, non amino lo sport e la Reggina, ma semplicemente perché non è proprio il caso di accogliere una proposta del genere.
    Sarebbe folle e sbagliato allo stesso tempo. Folle per la semplice ragione che Reggio Calabria e la sua provincia hanno ben altre priorità e ben altri settori per spendere denaro pubblico. Potremmo parlare di strade, acqua, rifiuti, scuola, lavoro e mille altre cose. Sbagliato perché si tratterebbe di un segnale irrispettoso nei confronti di quelle famiglie che hanno difficoltà quotidiane di sussistenza e che non arrivano a fine mese.
    Le donne di Reggio Futura dovrebbero sapere in che condizioni, sul piano sociale soprattutto, versa la città. La situazione è drammatica. Drammatica più che nel resto del Paese, perché alla crisi nazionale vanno aggiunti i debiti accumulati dalle passate amministrazioni di cui quel movimento politico faceva parte.
    Ora si può discutere di tutto, ma alcuni fatti sono incontrovertibili, e non è detto che se ne uscirà in tempi brevi e senza una lunga stagione di lacrime e sangue, peraltro in corso da ormai due anni per mano dei commissari prefettizi. Reggio è malata, anzi dal punto di vista economico è alla canna del gas.
    Per questo le signore della destra cittadina dovrebbero dimostrare più senso di responsabilità ed una maggiore attenzione ai problemi reali verso i quali, proprio perché donne, potrebbero avere tanto da dire e da proporre.
    Questo non significherebbe svestire la maglietta amaranto della Reggina calcio, ma vestire quella dei reggini, senza nulla togliere alla squadra di pallone, a quello che ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà per la città.
    Si parta dalle vere priorità e si incalzino le amministrazioni su quelle, oltre alla gratitudine dei cittadini e delle famiglie le donne di Reggio Futura ne avrebbero anche un riconoscimento politico e, forse, un giusto ritorno elettorale, quello che gli è mancato l’ultima volta.