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    Consiglio regionale: quando l’auto si ribalta in parcheggio

    di Giusva Branca – Esistono le automobili che si ribaltano in curva, quelle che si ribaltano sul bagnato, quelle che si ribaltano ad alta velocità e, ovviamente, quelle che non si ribaltano. Più raro il caso quelle che si ribaltano in parcheggio, eppure c’è anche chi prima ancora di uscire dal garage ha già tirato giù una fiancata intera. La decima consiliatura regionale è partita male. Anzi non è proprio partita ancora.

    L’auto è ferma in garage e a questo punto sarà opportuno chiamare i vigili per i rilievi e anche per capire se il guidatore sia in possesso di patente di guida valida. Della Giunta regionale, il governo dei Calabresi, a distanza di 34 giorni dall’insediamento del Presidente, non c’è traccia, non ci risulta, come diceva Iannacci. I bene informati giurano che Oliverio a forza di tentare di risolvere il giochino del traghettamento in sicurezza di lupo, pecora e cavolo non capisca più chi sia lui stesso, dei tre. Pare tutto pronto da settimane ma il varo non arriva, semplicemente perché tutto pronto non è e, come apparve da subito, sono di gran lunga più numerosi gli orbi degli occhiali disponibili. Attendere prego.

    Ma l’auto targata Oliverio ha trovato nel garage una serie di spuntoni e trappole inattesi nei quali è caduta ancora prima di andare in strada. E così, in attesa di mettere mano ai mille problemi della Calabria, ha dovuto fare i conti da subito con i “clandestini a bordo” di Ncd (toccami Ciccio, ché mamma vuole, dicevano i nostri avi) e poi con la vicenda legata alla – ora sì – marcata confusione di competenze tra Giunta e Consiglio.

    Ma, al di là di tutto, la sensazione di un’auto contro il muro in parcheggio la danno i due rinvii su due delle sedute di Assemblea convocate e rinviate entrambe. La prima volta fu l’influenza di Morrone a far saltare la seduta, la seconda tocca agli “impegni istituzionali” del neopresidente Scalzo in queste ore. Quest’ultima ha del surreale, dal momento che, pur essendo nota da giorni la data del 15, alla fine, con estremo ritardo, la convocazione è arrivata solo nel pomeriggio di oggi, salvo, 2 ore dopo, essere spostata al 20, come detto, per “impegni istituzionali” del Presidente. Ora, fate voi: o al Presidente manca una agenda (qualcuno provveda, please) oppure, visto che il tam tam proponeva un Oliverio impegnato nella presentazione del programma di governo, ancora qualcosa non va a posto nella quadra generale.

    Il tutto considerato che, comunque, se Oliverio volesse attendere la modifica dello Statuto prima di nominare la Giunta – e la proposta è stata depositata proprio oggi, ma nella banca dati del sito del Consiglio, per un curioso inghippo informatico, al momento in cui scriviamo non si accede al testo – per la doppia lettura dovrebbero passare altri 60 giorni.

    Due mesi che Oliverio dovrebbe gestire da uomo solo al comando, il che costituirebbe una aberrazione democratica senza precedenti. Intanto, come detto, il varo è stato rinviato, nella speranza che il vascello non faccia la fine del Vasa, in mare tra ali di folla festante e andato giù nel canale dritto per dritto…