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    Il terremoto elettorale: in Calabria il Pd è solo al comando

    di Giusva Branca – Il dato elettorale delle europee, in realtà, stavolta assume connotati ben più marcati di una rilevazione intermedia tra una consultazione elettorale e l’altra. Questo succede perché, per una strana congiuntura del destino, Reggio e la Calabria si troveranno nuovamente alle urne nel giro di pochi mesi e per tornate elettorali tra le più decisive degli ultimi anni e, dunque, il dato di partenza di queste consultazioni va tenuto ben presente; proprio da esso muove l’analisi:

    REGIONALI

    Il dato politico regionale è ben delineato, col Pd di gran lunga avanti rispetto agli altri partiti. Attenzione, perché le elezioni regionali non prevedono ballottaggio e, dunque, ad esempio, un M5S che non intende, per scelta filosofica, allearsi con nessuno, potrebbe ben ambire alla guida della Regione prendendo solo un voto in più degli altri.

    Ma i dati di oggi che segnano tra i due partiti un solco di 14 punti percentuali  non lasciano spazio, almeno in apparenza, ad ipotesi di tal fatta, soprattutto in considerazione del fatto che, ragionevolmente, il forte astensionismo che ha caratterizzato questa tornata elettorale da un lato (per come la storia insegna) non si ripeterà nei medesimi termini per il rinnovo degli Enti locali e dall’altro, comunque ha consentito proprio a M5S di fare il pieno, nel senso che il “voto di rottura” ha comunque preso tutti i suoi elettori, non perdendone nessuno nel gorgo dell’astensionismo. Chi non ha votato ha inteso manifestare il proprio dissenso verso i partiti tradizionali pur non aderendo alla proposta di Grillo, e se tornerà alle urne sarà difficile che lo farà per dare a M5S il voto che non ha dato stavolta.

    Allora la partita sembra fortemente orientata verso il Pd salvo sconvolgimenti relativi ad alleanze.

    Il dato politico regionale offre un centrodestra nel complesso in forte difficoltà e che, sommando FI-Ncd-Udc –Fratelli d’Italia-An (ove dovessero riuscire nella titanica impresa di ricompattarsi attorno ad un candidato che gioco forza dovrà essere di Forza Italia, a questo punto) resta comunque un punto sotto il Pd da solo. Quello stesso Pd che, per parte sua, necessariamente e fisiologicamente siederà allo stesso tavolo della Lista Tsipras che zitta zitta si porta a casa un 4,22% assai significativo.

    Ma, come detto sopra, la scriminante sarà costituita dal recupero (stimato attorno ai 15-20 punti percentuali) dei voti stavolta non espressi, degli astensionisti.

    Coloro che torneranno alle urne lo faranno per votare quei partiti di governo regionale dai quali stavolta hanno preso le distanze? E’ questa la difficile partita che tutto assieme il centrodestra calabrese dovrà giocare da ora fino a Novembre (e certamente ora a Palazzo Campanella si farà di tutto per fare slittare le consultazioni a Marzo 2015), facendo bene attenzione a non sbagliare il candidato Presidente e le liste elettorali.

    Insomma, alla Regione, stando così le cose, la partita la può perdere solo il Pd, peraltro notoriamente bravissimo nel riuscire in imprese impossibili di tal fatta.

    COMUNE DI REGGIO

    Un po’ diverse le cose per quanto riguarda il Comune di Reggio, dove da un lato, il centrodestra (prima dello scioglimento del Consiglio comunale per 10 anni ininterrotti alla guida) è fatalmente in difficoltà per motivi di tenuta sociale del territorio, ma, dall’altro, presenta un meccanismo elettorale a doppio turno, a ballottaggio. Dunque prima o poi qualcuno dovrà portare a casa il 50% più uno dei votanti e questo passa necessariamente anche da alleanze politiche e, soprattutto, di programma che saranno ancora più importante del nome da proporre. E proprio sul nome, alla luce dei risultati, ad esempio, Forza Italia ha già notificato a Ncd che il candidato dovrà essere suo. Non le migliori premesse per quel ricompattamento necessario per tentare un’impresa che appare comunque titanica.