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    Qui non si muore mai…la Viola torna tra i grandi. La tigre è ancora viva!

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    di Giusva Branca
    – Questa è una strana storia. Una storia che parla di sport e, quindi, una storia effimera per definizione. Eppure il copione,

    esattamente 30 anni dopo si ripete. Nel momento peggiore per la comunità di Reggio sboccia un fiore nel deserto, una viola per l’esattezza.

    Fuor di metafora la Viola basket Reggio Calabria, sconfiggendo Treviglio in casa, ha staccato il biglietto per il prossimo campionato di Legadue.
    Poco importa che questo avvenga grazie ad una ristrutturazione dei campionati, poco importa che si tratti di Legadue ‘’silver’’ e non ‘’gold’’, in realtà saranno due gironi dal momento che da entrambe le categorie si potrà accedere ai playoff promozione per la serie A1. E’ una categoria professionistica, giocheranno due americani (come si diceva una volta, oggi si deve dire extracomunitari) e la copertura mediatica e televisiva sarà di tutto rispetto.
    Insomma, la Viola torna tra i grandi. E lo fa, dicevamo, nel momento più buio della storia recente di Reggio e qui torniamo inevitabilmente a quei ricorsi storici che ci portano alla prima, storica, promozione in quella che allora si chiamava serie A2.
    Era la primavera del 1983, la città di Reggio era in ginocchio, esattamente come oggi, ricolma di spazzatura, come oggi, il Consiglio comunale di Reggio commissariato, come oggi.
    Quella Reggio trovò – da lì agli anni a venire – in quel germoglio offerto dalla Viola la forza per resistere, una boa attorno alla quale ritrovarsi come comunità.
    Nel giorno della festa, al ‘’Botteghelle’’, stavolta, trent’anni dopo, i tifosi con uno striscione sottolineavano proprio questo: ‘’unico orgoglio’’ in una città allo sbando sotto tutti gli aspetti.
    Per carità, sempre di sport si tratta, ma a Reggio lo sport non è mai stato solo sport, lo sport ha prodotto miracoli sociali inattesi.
    E allora una parte di Reggio vuole provare a ripartire da qui, da una società di basket alla quale, comunque, bisogna dare merito per essere in due anni, tra ripescaggi e campo, riuscita a scalare altrettante categorie.
    Una società, guidata da Muscolino e Condello che ha fatto tesoro degli errori (pesanti) della scorsa stagione e che erano costati carissimi, sul campo e che, quest’anno è riuscita, pur in costanza (storica secula seculorum) delle nozze con i fichi secchi, vista la deludentissima e miope scelta dello sponsor Liomatic di lasciare, a correggere la rotta in corsa.
    Un avvio di stagione con una vittoria su dieci gara autorizzava chiunque a trarre conclusioni catastrofiche e invece Muscolino e Condello sono riusciti a capovolgere la squadra come un calzino portando a Reggio due marziani come il playmaker Piazza e, soprattutto, il coach Ponticiello.
    L’innesto di Gianni Rugolo ed una squadra acerba in molti elementi ma che aveva finalmente trovato la bussola ha chiuso il cerchio per far sì che da quando in panca siede il coach Ponticiello la squadra sia abbondantemente prima in classifica nella graduatoria parziale.
    Il resto lo hanno fatto il lavoro, la ‘’fame’’ di successo e, perché no, un pubblico che, domenica dopo domenica, ha riempito sempre più un ‘’Botteghelle’’ che stavolta ha fatto festa grande alimentando più di qualche lacrimuccia sugli spalti, soprattutto nei tifosi più ‘’stagionati’’.
    Il campionato non è ancora terminato, qualche ulteriore sorpresa la ‘’Ponticiello’s band’’ potrebbe ancora riservarla, ma , intanto, aveva ragione Sandro Santoro: qui non si muore mai…