
di Giusva Branca – Non c’è cosa più triste che dover dire “l’avevamo detto”. Mesi fa sottolineammo che lo sforzo del Presidente Muscolino,
per quanto apprezzabilissimo e caratterizzato da vero spirito di servizio, sarebbe stato fatalmente destinato alla consunzione. Non al fallimento, alla consunzione. Consunzione, si badi bene. Non fallimento. Il progetto di Muscolino, pur tra mille difficoltà, anche grazie alla testardaggine del Presidente del dg Condello è decollato. Non abbiamo, comunque, lesinato critiche ad alcune scelte della coppia Muscolino-Condello; di certune ne siamo ancora convinti, su altre ci siamo dovuti ricredere. Ma, comunque sia, la Viola oggi è una realtà che vince e convince, che ha ricreato attorno a sè aggregazione e sta ricucendo, domenica dopo domenica, l’ambizione.
Ma, come sempre, i sogni muoino all’alba e i nodi vengono, prima o poi, al pettine. Così, mentre, alla luce della riforma dei campionati, la Viola si appresta ad accarezzare il sogno della Legadue siamo alle solite.
Le dimissioni di Muscolino non possono sorprendere, non chi ha visto in decenni le curve delle montagne russe della storia neroarancio.
Però adesso, veramente, sarebbe un peccato. Per disputare un dignitoso campionato di Legadue (con gli Americani, per intenderci) servono in tutto tra 7 e 800.000 euro.
Pochi? Tanti? Dipende dai punti di vista, dai parametri, ma, di certo, si tratta di una cifra per nulla impossibile.
I tempi sono quello che sono, ma viene da pensare, ad esempio, alle numerose aziende beneficiate negli anni dalle più svariate (e legittime) agevolazioni e incentivi da parte della Regione Calabria.
Bene, che qualcuna di queste risponda “presente”, se lo si fa in cordata il sacrificio è veramente minimo.
Che gli Enti (che, finalmente, non possono più foraggiare direttamente le società) facciano la loro parte: quella di collante, di stakeholders sul territorio. Sappiamo ciò che diciamo: se c’è la volontà basta alzare il telefono e comporre alcuni numeri di telefono giusti. Dall’altra parte del telefono sono numerose le aziende che non possono dire di no, per riconoscenza verso la Calabria e in molti casi direttamente verso Reggio.
Se il telefono non si alza la Viola muore, stavolta definitivamente. E la responsabilità massima sarà di chi poteva fare qualcosa (o molto di più di qualcosa) e non lo avrà fatto. Che la politica, quella che in proprio non riesce a rispondere nemmeno ai bisogni primari, dimostri di riuscire a convincere qualcuna delle aziende più grosse con le quali ha rapporti dell’opportunità di dare una mano ed un progetto del quale (e la storia lo ha dimostrato) poi fatalmente si innamoreranno. Ammesso che questo la politica di oggi lo voglia fare. Ammesso che quel telefono, per motivi inconfessabili, dall’altra parte non lo sbattano in faccia




