
di Giusva Branca – Lo tsunami Grillo travolge il Pd e in qualche maniera offre una grossa mano al centrodestra, il quale perde voti in Calabria
(addirittura frana a Reggio dove passa dal 50,9% alla Camera del 2008 al 23,39 odierno), però porta a casa un risultato più che importante. Per dirla chiaramente vince. Vince soprattutto, ed era quello il dato che interessava di più al Senato, dove in pochi – tranne Scopelliti e i suoi fedelissimi – erano disposti a scommettere in questo senso. Eppure il dato enunciato dai palchi calabresi dal Governatore e da Alfano (“siamo avanti di un punto”) si è rivelato addirittura sottostimato.
Insomma, al di là dei bizantinismi, il centrodestra calabrese si porta a casa nuovamente sei senatori su dieci e, nello specifico, Scopelliti aggiunge ai “suoi” rappresentanti in quota Pdl anche Bilardi, eletto con la lista Grande Sud che proprio in Calabria riscontra il suo massimo successo, mentre proprio la deludente performance su scala nazionale non consente anche al candidato alla Camera, Sarra, di centrare l’obiettivo.
Questo dato, se in prospettiva deve fare pensare Scopelliti & co, rispetto al calo assoluto dei consensi, di fatto, però, restando all’oggi, rafforza indiscutibilmente la posizione politica del Governatore proprio nel momento storico della sua massima difficoltà.
Nel magma politico generato da queste elezioni va considerato anche il dissolversi del centro e la quasi scomparsa dall’arco parlamentare dell’Udc, la qual cosa non può non causare delle conseguenze anche in Calabria. Consiglieri regionali in carica come Dattolo, Bruni, un assessore come Trematerra, addirittura un Presidente dell’Assemblea in carica come Talarico di fatto, oggi, si ritrovano con una casa politica fortemente disastrata. Passeranno nel Pdl?
Una lunga, lunghissima partita pare appena cominciata…




