
La Calabria è ormai vicinissima all’apocalisse-rifiuti. Il fallimento del sistema gestionale guidato dal Commissario Speranza è sotto gli occhi di tutti: soluzioni-tampone, superficiali, non
verificate né, tantomeno, condivise (la situazione della discarica di Melicuccà è l’ultimo emblema).
La situazione sanitaria è largamente compromessa e basta un nonnulla per piangere lacrime amare, soprattutto a Reggio, dove la situazione è peggiore che altrove (in molte zone la spazzatura non viene raccolta da oltre un mese), ma un po’ dappertutto in Calabria.
Eppure i segnali di una situazione di estrema delicatezza l’ufficio del commissario li aveva da tempo, ad esempio era l’inizio del 2012 quando Veolià aveva preannunciato il suo prossimo disimpegno, eppure si è arrivati, dieci mesi dopo, a 48 ore dalla chiusura degli impianti senza un successore nella gestione.
Mesi, anni, senza un progetto, una via da seguire per provare a pervenire ad una situazione stabile che superi l’emergenza. Ed invece l’emergenza è stata esponenzialmente acuita, il tutto, curiosamente, proprio in scadenza col mandato di Speranza (spirato al 31 dicembre scorso e prorogato funzionalmente per altri 45 giorni) che potrebbe anche essere rinnovato, anche se i segnali in tal senso paiono contrari, ma lui ci conta. D’altra parte la speranza è l’ultima a morire…anche dopo il diritto alla salute ed al vivere decorosamente…
(gibbì)




