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    A chi fa paura la riforma-Sarra?

    sarralberto

    di Giusva Branca – ”La riforma sugli Enti sub-regionali è stata licenziata dalla Giunta e verrà trattata in udienza consiliare ad hoc quanto prima. Si è trattato

    di un accordo preciso che, in sede di esecutivo, abbiamo trovato con lo scopo di non svilire una norma che rappresenterà una scolta epocale per l’intera Calabria. Inserirla e farla votare tra le pieghe del bilancio, magari in piena notte, non ci è sembrato corretto”.

     

    Il sottosegretario regionale alle riforme, Alberto Sarra, che per questa legge si è speso per oltre un anno, non ha dubbi e, d’altra parte, l’impianto del documento, diffuso dalla stampa e discusso, sia pure in via generale e astratta, in Aula, è piaciuto a tutti. Stop ai carrozzoni, stop alle clientele, risparmio netto di almeno 20 milioni all’anno.

    Eppure qualcosa non torna: la nota vergata dall’ufficio legislativo e letta in Commissione dal Presidente Imbalzano, con la quale si sottolinea l’inesistenza della legge (almeno per quanto a conoscenza dell’Ufficio stesso al quale la Giunta non è tenuta a trasmettere il documento), in verità appare qualcosa in più di un dato tecnico, perchè, trattandosi, come detto, di una cosa concordata tra lo stesso Sarra e Mancini (d’accordo nel portare fuori dal collegato la norma al fine di dedicare congruo e specifico spazio alla discussione in Aula), posta per così come è stata posta pare più un intervento a gamba tesa che altro.

    Il dato, però resta, al pari della relazione dell’ufficio legislativo, ed allora ecco che i mugugni ed i mal di pancia sussurrati a più riprese negli scorsi giorni trovano forza.

    In buona sostanza l’intervento, pesante, previsto dalla legge-Sarra rischia di scompaginare assetti ed equilibri collaudatissimi negli anni sotto forma di vere e proprie clientele e questo a qualcuno non va giù, tanto più ad un tiro di schioppo da un incertissimo turno elettorale.

    Sulla legge di riordino degli Enti, però, non solo Sarra (che alla fine è un ”tecnico”), ma anche lo stesso Scopelliti si giocano la faccia ed è proprio per questo che entrambi devono spingere forte per la sua approvazione, e loro lo sanno bene. E lo devono fare contro tutto e tutti, anche perchè, come nelle migliori tradizioni, i nemici più agguerriti sono sempre in casa.

    Quella casa che, a fronte di scricchiolii sempre più sinistri deve dimostrare una tenuta politica che passi da fatti e prese di posizione, sotto forma di voto in Aula, scevri da ambiguità.

    E la legge-Sarra, la prima che, concretamente, metta mano ad un sistema che la Calabria conosce fin troppo bene è il banco di prova più importante.

    A partire dal suo celere inserimento all’Ordine del giorno dei lavori dell’Aula, per finire nel dibattito e nella votazione,