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    Cari parlamentari, vi scrivo con la faccia sotto i vostri piedi e vi potete anche muovere

    parlamento

    di Giusva Branca – Dunque, da Palazzo Chigi è venuto fuori l’ennesimo 0-0, nulla di fatto. E mentre un territorio intero urla disperatamente a Roma di mettere

    fine a questo assurdo rimpiattino che paralizza l’attività amministrativa da un lato e avvelena quel pò di acqua rimasta nei pozzi della sociale convivenza di Reggio, mentre lo stesso Sindaco Arena chiede, quasi implorante, anche oggi, di prendere una decisione, la decisione del Consiglio dei Ministri sull’ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale di Reggio non arriva.
    Lo stesso Ministro Cancellieri si permette il lusso di discettare accademicamente della situazione reggina al festival del diritto di Piacenza, mentre qui c’è una comunità allo stremo, avvelenata da disastri e imboscate, immobile, che non riesce a capire cosa succederà non tra sei mesi ma domani.
    Lo scrivemmo in piena estate che sarebbe stato solo un meschino gioco politico e questi continui rinvii lo confermano: ancora una volta Reggio è solo merce di scambio di un gioco più complesso, più ampio e, soprattutto, lontano.
    Nella sua storia, in verità, Reggio e la Calabria hanno fatto di tutto per farsi odiare dal sistema, rappresentando sempre e soltanto problemi, vergogne, drammi, mai risorse. E però credo che un minimo di rispetto questa comunità, da mesi sulla graticola sociale, alla berlina sui giornali (ahimè quasi sempre a giusta ragione) e in balia degli isterismi di una classe politica che, oltre a percepire il rischio, è oggettivamente anche fisicamente allo stremo delle forze lo meriti ancora.
    Tutto è immobile, mentre interi comparti, intere classi sociali aspettano risposte, proposte, piani di sviluppo, di prospettiva che, con questo stato di cose, non è possibile neppure immaginare.
    E così, ad esempio, del famoso “bilancio partecipato” non c’è traccia, dell’assemblea pubblica di Reggio Non Tace neppure, al pari di migliaia di piccole pratiche ferme, bloccate negli uffici da una paralisi amministrativa figlia di paura ed incertezza.
    E in tutto ciò, di grazia, che fine ha fatto la deputazione parlamentare reggina, lautamente remunerata per starsene stabilmente (nella quasi totalità dei casi) a Roma? E, di grazia, che ne sapete del territorio, delle difficoltà della gente, del veleno che si respira a pieni polmoni a Reggio?
    Rispondo io: niente, perché voi non sapete nulla del territorio, esattamente come il territorio non sa nulla di voi. Una cortesia, se non vi disturba troppo, però, ve la chiediamo: giacchè vi trovate là, potreste cortesemente rappresentare a Monti e Cancellieri che anche la vendita di Vicolo Stretto al Monopoli, a un certo punto, avveniva? Abbiamo capito che qualcuno, ancora una volta ci sta vendendo (no, non voi, parlamentari, non vi faccio così capaci). Potreste, cortesemente, dire a questo qualcuno di sbrigarsi e di comunicare la decisione, in tempi brevi, alla città? Così, solo per sapere di che morte morire…
    Con la faccia sotto i vostri piedi e vi potete anche muovere…