STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
sabato, Settembre 5, 2026
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
Strill.it direttore Raffaele Mortelliti
No Result
View All Result
Home EDITORIALI

Canale come l’ultimo dei giapponesi, ma ora ha l’obbligo di andare fino in fondo. Anche da solo

19 Maggio 2013
in EDITORIALI, Editoriali
Tempo di lettura: 3 minuti
0

canalemassimo
di Giusva Branca –
“Generale, la guerra è finita, dietro la collina non c’è più nessuno, solo aghi di pino e silenzio e funghi…”
Il centrosinistra

reggino, bugiardo e incosciente, continua a mentire a sè stesso dicendo che la guerra politica al centrodestra sta per iniziare, ma , in verità, per quasi tutti è già finita, come cantava De Gregori.
In pochi hanno veramente intenzione di tentare la sfida impossibile al post-Scopelliti e tra questi certamente c’è in prima fila Massimo Canale. Lui è lì, fiero e tenace, petto alle pallottole delle bassezze politiche del fuoco amico (dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io…), pronto a insistere, smentendo anche chi, come noi, aveva ipotizzato un suo passo indietro.
Il suo sorriso spesso malinconico, la sua voglia di dissacrare i simulacri della politica e smascherare i sacerdoti del malaffare amministrativo si uniscono alla testardaggine folle di chi non ha nulla da perdere, di chi ha per via personale una professione ed un ruolo sociale, uno spessore politico ed anche una tranquillizzante condizione economica.
Tutto ciò fa di Massimo Canale l’ultimo dei giapponesi.
Yokoi si nascose perfettamente in quanto temeva dure rappresaglie se fosse caduto nelle mani degli abitanti di Guam,  a causa dei maltrattamenti che l’esercito giapponese aveva perpretato nel corso dell’occupazione di Guam. Per  28 anni  si era nascosto in una grotta nella giungla dell’ísola, temendo peró di uscire dalla clandestinità nonostante aver letto volantini che dichiaravano che la seconda guerra mondiale era finita.
La sera del 24 gennaio 1972, Yokoi è stato scoperto nella giungla. E ’stato trovato da Jesus Duenas and Manuel DeGracia, due pescatori del posto che avevano messo trappole per gamberetti lungo il piccolo fiume dentro la foresta di Guam a Talofofo, puntualmente rubate da Yokoi.
Massimo Canale continua come l’ultimo dei giapponesi la sua guerra politica, con la differenza che, rispetto a Yokoi, non lo fa nascondendosi, ma guadagnando giorno dopo giorno piazze e locali, consensi e simpatie.
C’è un fatto nuovo, però, che il panorama politico non può non considerare.
A forza di non muovere, a forza di lasciar scorrere il tempo senza assumere alcuna decisione, con un atteggiamento che solo l’insipienza riesce a non fare apparire quale veramente è, cioè folle e vagamente collaborazionista col nemico, il centrosinistra, nel tentativo, goffo e meschino, di (i)solare Canale lo ha reso autonomo.
Ecco il fatto nuovo: Massimo Canale, ormai, nella percezione di una fetta di elettorato esiste  in quanto tale, come parte politica autonoma e a sé stante, indipendentemente dalla benedizione o dai baci di Giuda dei partiti; e di questo chi, come noi è chiamato a cogliere i fenomeni, ad analizzarli, non può non tener conto.
Canale ha intercettato il “sentire” popolare di una fetta – non sappiamo esattamente quanto ampia ma siamo portati a scommettere sulla doppia cifra percentuale – popolare, trasversale per estrazione, promiscua per collocazione partitica di provenienza.
Questa sua posizione, del tutto nuova nel panorama storico della politica reggina, lo porta da un lato ad avere più forza contrattuale (ove il centrosinistra volesse recuperare ragionevolezza come auspica De Magistris e la smettesse con i “no, no e no” infantili e privi di serie proposte alternative, ormai comunque abbondantemente fuori tempo massimo) ma dall’altro consegna a Canale anche una grossa responsabilità ormai ineludibile.
Comunque si determinerà quel che resta dei partiti del centrosinistra, Massimo Canale ha l’obbligo morale ed anche sociale di candidarsi, anche autonomamente, anche creando delle liste personali; tale obbligo discende rispetto alle migliaia di persone che gli manifestano ogni giorno vicinanza, che credono in lui e che a lui hanno affidato istanze e speranze in quanto non appartenenti alla fascia di centrodestra .
Questa gente ha diritto di essere comunque rappresentata, indipendentemente da quanti e quali “apparati” sosterranno Canale e, soprattutto, da quanti – con un clichè collaudatissimo – giocheranno a perdere dopo averlo utilizzato in modo tanto bieco quanto evidente per meschine lotte intestine.
Alea iacta est disse Cesare varcando il Rubicone e l’impressione è che – non sappiamo quanto coscientemente – Canale il suo passo lo abbia già fatto.
La gente lo sa. Il fatto nuovo è che, ora, la “sua” gente lo chiede.

Post precedente

Reggio: apertura sportello migranti

Post successivo

Rende (Cs): aggressione al parco Robinson: prova da bulli

Post successivo

Rende (Cs): aggressione al parco Robinson: prova da bulli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it