
di Giusva Branca – C’è un momento al quale si arriva in punta di piedi; ci sono dei paletti forse non molto appariscenti ma piantati bene nel terreno che restano lì, irremovibili. Questi paletti, nel mondo della politica e della Pubblica Amministrazione sono sempre più merce
rara e sono rappresentati da alcuni principi non negoziabili, una sorta di minimo sindacale sotto il quale non è possibile scendere in nome di nessuna alchimia politica o, peggio, partitica.
Wanda Ferro ha 42 anni, è catanzarese, conosce l’Ente provinciale di Catanzaro (per averlo frequentato a lungo prima di sedere sullo scranno più alto) come le proprie tasche ed ha già all’attivo un paio di “trofei” davvero niente male. Nel 2008 ha trionfato alle elezioni travolgendo per 60-40 Pietro Amato che in qualche modo giocava in casa, spinto come era dal Presidente della Regione, Agazio Loiero.
Passa per “lady di ferro”, ma forse sono soltanto fiducia cieca nei principi e tenacia da vendere che le regalano questo appellativo; una cosa, però, è vera, non fa sconti a nessuno: “Questa regione paga i fallimenti di Chiaravalloti prima e Loiero poi” – dice – “e il prezzo più alto lo pagano gli Enti locali a valle della Regione e gli Enti intermedi come le Province”.
Un mese fa Wanda Ferro ha opposto, difesa solo da un suo marchio di fabbrica, una sorta di sorriso aperto ma fermo al tempo stesso, un netto “no, grazie” alle lusinghe di Giuseppe Scopelliti che la voleva in Giunta regionale: “Sono fermamente convinta” – spiega Wanda Ferro – “che sia possibile servire la Regione anche da qui, stabilendo il necessario trait- d’union tra gli Enti che in questi anni è mancato. Questo farò, anche per rispetto verso i miei elettori”.
Dietro il sorriso e la voglia di continuare a lavorare, però emergono problemi enormi, in verità comuni anche alle altre Province calabresi, ma in qualche modo portati alla ribalta proprio dal numero uno dell’Ente provinciale catanzarese: “La legge 34/2002” – spiega Ferro – “prevede il passaggio di deleghe, funzioni, risorse, personale e fitti dalla Regione alle Province, ma fin qui abbiamo visto solo la parte per noi più onerosa del tutto, visto che delle risorse non c’è traccia o quasi. Un esempio per sorridere o piangere, fate voi: per gli sport disabili in 80 Comuni la Regione ci trasferisce ben 2300 euro l’anno…”
La Calabria è grande, enorme, l’orografia non l’aiuta, lo stato della viabilità soffoca le speranze, dunque solo gli Enti sul territorio possono arginare la dilagante “perifericità” di gran parte del territorio calabrese e le conseguenze di questa sono spesso devastanti, soprattutto quando le tematiche sono delicatissime e ballano sul filo della tragedia una danza a volte anche macabra: “Nel 2006 Loiero ed Adamo fecero firmare ai presidenti delle 5 Province” – si scalda Wanda Ferro – “le deleghe per fiumi, torrenti, erosione delle coste, centri storici, ma io se ho sulla carta la delega e, quindi, la responsabilità, poi la voglio anche nei fatti, con le risorse necessarie che mi spettano”.
Wanda Ferro è un interlocutore assai interessante per chi voglia scavare, capire, anche denunciare perché lei non le manda a dire ed ogni affermazione trova riscontro in una carta, un documento: “sa quanto ci è stato trasferito, fin qui, dei fondi per 5 alluvioni?” – domanda quasi arringando –“Glielo dico io: 150.000 euro a fronte di 3 milioni anticipati dall’Amministrazione che dirigo e le ricordo che per questi eventi sono stati destinati agli Enti oltre 12 milioni direttamente gestiti dal commissario per l’emergenza ambientale che si chiamava Agazio Loiero ed oggi è Peppe Scopelliti. A lui, nella qualità, chiederò ufficialmente conto di questi fondi che da un lato mi sono dovuti e dall’altro mi sono necessari per dare risposte ad istanze così pressanti della mia gente”.
La messa in sicurezza passa anche da queste pastoie burocratiche ma la posta in palio è evidentemente altissima. “Un Ente, a maggior ragione se regionale” – alza il livello del ragionamento Wanda Ferro – “deve mantenere il controllo vero del territorio. Ma nel recente passato a forza di cercare il controllo dei voti si è perso quello reale, io in 2 anni ho percorso 196000 chilometri, ad esempio, altri non so. Ma la situazione in alcuni settori” – continua come un fiume in piena Wanda Ferro – “è realmente drammatica ed io non intendo pagare per colpe di altri. I forestali, passati a carico delle Province, si ritrovano con un buco di 80 milioni per trattamento di fine rapporto mai accantonato. Di certo non ce ne faremo carico noi! Tutto ciò ci toglie l’ossigeno” – chiarisce col sorriso granitico la Presidente della Provincia di Catanzaro – “ma non la voglia di lottare e, soprattutto, di sapere cosa è accaduto dei nostri soldi, come, ad esempio, quelli destinati ai centri storici e distribuiti con criteri ignoti da Loiero. Ecco, io voglio sapere!”
Il saluto di chi, in tailleur nero e tacchi, ci accompagna alla porta è quello di chi nasconde dietro l’arrivederci la certezza che ci saranno presto altre occasioni per incontrarsi, il sorriso sicuro appartiene a chi sa che sulla brace c’è molta carne al fuoco e non è detto che a scottarsi sia solo la carne….




