STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
venerdì, Giugno 5, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home EDITORIALI

I generali del Pd sono rimasti senza esercito. Troppe le figuracce e i figuranti

19 Maggio 2013
in EDITORIALI, Editoriali
Tempo di lettura: 3 minuti
0

partitodemocratico
di Giusva Branca – Sembra di vivere una fiction surreale, pare di trovarsi in un mondo parallelo, oltre una sorta di sliding door che si è chiusa alle spalle di chi

dovrebbe gestire (molto dovrebbe) le sorti del Partito Democratico calabrese. Senza nessun rispetto, nemmeno minimo, per una base tanto elettoralmente sbandierata quanto, nei fatti, derisa, i generali, sconfitti su tutta la linea, continuano a litigare in maniera vergognosa, ignorando i disastri riscontrabili per tabulas in anni di spartizione del potere fine a sé stesso.

E così Loiero continua a giocare la partita da abile democristiano (quello è, che qualcuno se ne sorprenda adesso è vagamente vergogonoso), Guccione, esempio tipico di personaggi politici costruiti a tavolino, nelle segreterie, ora tuona rispetto al gruppo unico, quando, nei mesi e negli anni scorsi non è riuscito a prendere una posizione che fosse una mentre il Pd si lacerava tra mille rivoli e mille correnti.

Ma c’è di più: Caminiti parla di “ritornare a discutere e discutere nel partito affinchè ci sia una chiara assunzione di responsabilità…”.

Ma di cosa parli Caminiti ancora non è ben chiaro, atteso che nel merito ha certamente ragione da vendere, ma si riferisce a qualcosa di ormai esistente solo in astratto. Fin quando c’è qualcuno con cui parlare, dialogare, anche con cui prendersela, va bene; il dramma arriva quando l’interlocuzione finisce e, con essa, da tempo è finito il Pd calabrese.

Un partito, anzi quel che resta di un partito, da anni, ormai, impegnato ad occuparsi solo di sé stesso, senza avere minimamente provato ad intercettare le istanze delle gente, anche solo per interpretarle, visto che dare delle risposte di questi tempi, da destra a sinistra, è come chiedere la luna nel pozzo.

Caminiti è onesto e dignitoso nei concetti, ma sganciato dalla realtà nella loro fattibilità ed anche utilità. Da generale si rivolge agli altri generali dello stato maggiore di un esercito che non c’è più. Il segnale di “liberi tutti” , senza accorgersene, i generali in questione lo hanno mandato da tempo ed i risultati elettorali del Pd dimostrano che è anche stato recepito dai soldati.

D’altra parte anche alcuni generali e sottufficiali hanno “rotto le righe”, se è vero come è vero che, al di là degli strali di Guccione, l’emorragia dal gruppo consiliare regionale del Pd è abbondantemente in corso ed al momento sono in sei (Bova, Adamo ed i quattro di Autonomia e diritti) i “fuoriusciti”, ma i rumors danno per pronti a saltare il fosso altri due o tre consiglieri.

Ed allora, in questo stato di cose, la scelta di Bova e Adamo, per quanto di rottura, appare di gran lunga la più coerente e in linea con un passato, personale e di partito, del rispetto del quale, è bene ricordarlo, ciascuno di noi è costantemente responsabile nel proprio percorso di vita.

Un passato del quale, ad esempio, da otto anni a questa parte è stato fatto letteralmente scempio in Consiglio comunale a Reggio Calabria. Il dopo Falcomatà ha visto un’opposizione di centrosinistra affidata  con costanza alla pervicacia – secondo qualcuno ossessiva – di Massimo Canale e Demetrio Delfino ed a qualche uscita singola di Sebi Romeo, Nuccio Barillà e, dal 2007 in poi, di Eduardo Lamberti Castronuovo.

Di uno straccio di linea comune, di una seppur lontanissima idea di partito nemmeno a parlarne. Eppure, a fronte di una linea per una volta chiara, netta, anticipata e dichiarata da parte di chi nel futuro della città ci mette il proprio faccione, come Massimo Canale, i mal di pancia, ancora non dichiarati ma evidenti, già si sprecano.

Perché, ancora una volta, la conoscenza delle problematiche, l’essersene occupato con decine di atti, come ha fatto Canale, nulla conta rispetto al concetto di caselle da occupare, cosa che i generali del Pd sono bene abituati a fare. E però questa volta sarà diverso, molto diverso; i generali senza esercito non riusciranno ad imporre una figura che accetti di spendersi e poi venga mandata al massacro o qualche altro figurante. Sono troppe, ormai, le figuracce.

Post precedente

Reggio, Tribunale del Malato: “E’ tempo che il Governo Regionale metta mano a una seria riforma nel Servizio Sanitario”

Post successivo

Marzi (Cs): concerto della Ricciarelli, omaggio a Mauro Fiore

Post successivo

Marzi (Cs): concerto della Ricciarelli, omaggio a Mauro Fiore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it