
di Giusva Branca – Così come, pressocchè all’unanimità, il vecchio Consiglio regionale (tranne l’Udc astenutosi), aveva creduto di cassare la norma statutaria che istituiva i consiglieri supplenti, bloccandone, invece, solo le modalità di attuazione e lasciando perfettamente
vigente la norma statutaria, la nuova Assise di Palazzo Campanella ha – all’unanimità – approvato in prima lettura la modifica statutaria che prevede la definitiva cancellazione della norma (ora da tutti pubblicamente disconosciuta in modo vagamente vergognoso). Nel frattempo, onde evitare problemi, l’Aula, ha approvato anche una legge ordinaria che, in attesa della seconda lettura (per la quale devono passare due mesi), la mette al riparo da eventuali precedenti pronunce del Tar.
Così, almeno, crede qualcuno.
In effetti le cose stanno un po’ diversamente: se il Tar darà ragione ai ricorrenti (fin qui ha solo bocciato la richiesta di sospensiva) ogni norma appena approvata per salvare capra e cavoli sarà inefficace(al pari di tutte le altre, compresa l’elezione di Presidente ed Ufficio di presidenza) poiché adottata da un’Assemblea non validamente costituita. In parole povere bisognerà ricominciare daccapo.
Nel caso in cui, invece, il Tar rigetti il ricorso, allora le norme appena approvate dall’Assemblea saranno semplicemente inutili…




