
di Giusva Branca – Siamo già passati dalla commedia alla farsa ed ora il massimo Ente regionale scivola nell’avanspettacolo di
quart’ordine. L’argomento è ancora quello, grottesco, dei concorsi regionali. L’ultima puntata ha dell’assurdo: i vincitori hanno ricevuto una lettera raccomandata con la quale il Consiglio regionale comunica che per non meglio specificati problemi tecnico-organizzativi di coincidenza tra la presa di servizio dei 135 nuovi assunti e l’insediamento della nuova Assemblea la data di assunzione slitta sine die. Il tutto “per disposizione dei vertici istituzionali”.
Furibonda – ed inusuale – la reazione, pubblica, di Bova che ha sbugiardato la burocrazia regionale parlando chiaramente di menzogne. Quasi immediata la reazione dei burocrati che, con e-mail, hanno comunicato ai vincitori che, con la dizione “vertici istituzionali”, si intende il segretario generale, Giulio Carpentieri, chiudendo anche questo pasticcio.
Ora, preso atto che, evidentemente, il giorno in cui spiegarono le istituzioni e gli atti amministrativi, i dirigenti regionali coinvolti nella vicenda a scuola non c’erano, resta il problema di fondo, cioè quello per il quale, al di là delle dichiarazioni formali, non si riesce a comprendere il vero motivo di questa improvvisa empasse. La motivazione della concomitanza non solo é risibile (in quanto conosciuta anche al momento della convocazione degli assumendi), ma ormai è quasi certamente insussistente, dato che è probabilissimo lo stop del Tar alla convocazione dell’Assemblea per il 3 maggio, sbocco quasi obbligato rispetto ad un altro pasticcio epico, quello del consigliere supplente.
Con ogni probabilità, quindi, prima di fine maggio la Calabria non avrà nè un Presidente del Consiglio, né un Ufficio di Presidenza. Ove così fosse automaticamente verrebbe meno quanto detto dal presidente in pectore, Talarico, rispetto agli impegni di occuparsi della questione, e risolverla, entro la prima settimana di maggio.
In tal caso, però, se Carpentieri non ha detto le bugie, e noi non abbiamo motivo per non crederlo, bypassati gli intoppi organizzativi, automaticamente, dovrà provvedere alle firme dei contratti e la presa di servizio già dal 4 maggio, giacchè, giova ricordarlo, l’assunzione, espletati e superati i concorsi, è un atto obbligatorio, amministrativo e non politico al quale nulla osta, tanto meno la copertura economica, atteso l’avvenuto rientro dal patto di stabilità ed alla luce dei fondi specificamente previsti dal bilancio del Consiglio regionale per la voce assunzioni.
Sul punto giova fare un pò di chiarezza ricordando alcuni passaggi fondamentali: il fabbisogno complessivo annuo per far fronte alle nuove assunzioni, i cui concorsi “nacquero” sul finire della VII consiliatura per volontà del Presidente pro-tempore, Luigi Fedele, ammonta a circa sei milioni di euro. Per tutta l’ottava consiliatura l’Ufficio di Presidenza diretto da Bova ha accantonato all’uopo dei fondi che, ad oggi, ammontano a circa 9,5 milioni di euro, il che garantisce copertura fino a tutto il 2011. I 2,9 milioni ricavati dai tagli di spese per le strutture ed altri 3 milioni destinati ai “voucher”, esperienza che si concluderà nel prossimo autunno, garantiscono, inoltre, copertura annua pressocchè automatica. Fin qui i fatti. Il futuro, come dicevano i nostri avi, é sulle ginocchia di Giove o, in questo caso, il futuro di 130 famiglie è sulla scrivania di Carpentieri. In attesa (non dovuta ma sussiegosa e compiacente) di un cenno da parte di un nuovo padrone di casa che, però, rischia di dover rimandare anche il suo, di insediamento…




