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Vibo, ospedale: riuscito parto gemellare a rischio

16 Maggio 2011
in Vibo Valentia
Tempo di lettura: 2 minuti
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Un intelligente e ben coordinato lavoro di èquipe medica ha permesso ad una giovane mamma della vicina Pizzo Calabro di superare una pericolosa gravidanza gemellare

insidiata da una complicazione emorragica che se non fermata avrebbe potuto rivelarsi fatale.
Oggi la paziente, che è in buone condizioni per aver superato la prognosi riservata, unitamente alle due gemelline, verrà restituita al reparto di Ostetricia e Ginecologia.
La signora M. M. B. già soggetta a due precedenti gravidanze cesarizzate, mattina del 12 maggio u.s., veniva sottoposta, al presidio ospedaliero “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, ad un  programmato parto cesareo gemellare. Ad assisterla i medici di turno dottori Gianfranco Marataro e Marianna Carnovale, l’anestesista dott. Carlo Ciampa, l’ ostetrica, infermieri e personale ausiliario in servizio.
Quando tutto sembrava andare per il meglio, nel pomeriggio dello stesso giorno, interviene una  complicanza emorragica, definita “non rara” in questo tipo di pazienti, per cui occorre rioperarla.
La delicatezza del caso impone una attenta organizzazione per affrontare l’emergenza intervenuta ed evitare che la situazione precipiti.
Se ne fa, tempestivamente, carico il direttore dell’unità operativa, dott. Oscar Cervadoro, il quale di fronte all’evidente difficoltà della stessa paziente procede alla tempestiva asportazione dell’utero e nell’intento di arrestare immediatamente l’emorragia decide, in un intervento, generalmente complicato ma quasi sempre ritenuto salva vita per ogni mamma, di legare entrambe le arterie iliache interne. Vista la giovane età il primario riesce, in questa fase, anche a risparmiarle le ovaie.
L’intervento, seppur riuscito, non può evitare, comunque, il trasferimento in rianimazione, persistendo la prognosi riservata.
Sembra che tutto debba filare per il giusto ma il giorno dopo a causa di una ulteriore complicazione dovuta, quasi certamente, alla precedente crisi emorragica che spesso provoca una ‘alterazione dei processi coagulativi, il dott. Oscar Cervadoro, al cospetto della nuova difficoltà, convinto di trattarsi di una seria e pericolosa emergenza,  ritiene urgente un ennesimo intervento chirurgico, coadiuvato dai medici dottori Salvatore Falcone e Vincenzo Mangialavori.
Intanto, il dott. Pietro Volpe, direttore dell’unità operativa di chirurgia vascolare degli Ospedali Riuniti, accompagnato dal dott. Pasquale Vadalà, direttore della U.O. di ginecologia di R.C., si rendeva disponibile  per un eventuale intervento di chirurgia sui grossi vasi arteriosi.
Per fortuna non v’è ne bisogno visto che l’èquipe del dott.  Oscar Cervadoro, nonostante la gravità della condizione della donna, pone fine alle difficoltà procedendo alla necessaria asportazione di tutte e due le ovaie. Scelta inderogabile considerato che i vasi appaiono a rischio perché deteriorati ed emorragici.
L’intervento su M.M. B. riesce grazie anche all’utilizzo un “particolare e costosissimo” farmaco che favorisce i processi coagulativi in pazienti che subiscono gravi shock emorragici che il dott. Oscar Cervadoro richiede all’Azienda ospedaliera reggina.
La immediata disponibilità del farmaco, peraltro consigliato dalla dott.ssa  Maria Grazia Frigo, esperta di patologia coagulativa, anestesista e responsabile della U.O. di Partoanalgesia dell’Ospedale dell’isola Tiberina di Roma, occasionalmente in Calabria per un Congresso, d’intesa con gli anestesisti dottori Carlo Ciampa, Antonella Piacentini e Andrea Lucibello, si deve al tempestivo intervento di un elicottero della Polizia di Stato che ha coperto il volo tra Reggio e Vibo in men di quanto si dica.
Con questo intervento la sanità vibonese registra una ennesima iniezione di fiducia che autorizza ad essere ancora più speranzosi sul nuovo processo di sviluppo dei servizi erogati dal “G. Jazzolino” di Vibo Valentia e che va a collegarsi anche alle recenti notizie che vogliono imminente l’avvio della procedura definitiva per la realizzazione del nuovo ospedale.

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