«Nessuna esitazione: l’attuale situazione politica, d’altronde, non ci permette più di tergiversare. Il declino del berlusconismo, la crisi della maggioranza di Governo e un PdL che a ogni latitudine sta implodendo impongono un repentino cambio di passo».
Tra gli applausi dei numerosi presenti, dinanzi una piazza gremita in ogni ordine e posto, Bruno Censore, Consigliere regionale del PD, ha parlato durante la Festa Democratica, organizzata venerdì sera a Serra San Bruno.
«Il Partito Democratico – ha aggiunto Bruno Censore spostando la sua attenzione su temi di carattere nazionale – è un soggetto politico basilare per costruire una proposta di reale alternativa. Per questa e per tante altre ragioni ancora, occorre ritrovare smalto e darlo a una nuova alleanza di centrosinistra. Attenzione, però: non serve la riproposizione di un mero “carrozzone elettorale”. Per essere attendibili, per porci con credibilità al Governo del Paese occorre altro; ben altro rispetto a una semplice sommatoria di partiti. Concordo appieno con il Segretario nazionale Pierluigi Bersani, che ha lanciato la proposta del Nuovo Ulivo. Adesso, quindi, per far sorgere tale progetto, mettendo da parte l’autoreferenzialità cui ci siamo relegati in passato, bisogna avviare, nel Paese ma anche in Calabria, un momento di riflessione che possa condurci all’elaborazione di un progetto in grado di costruire un nuovo centrosinistra basato su una concreta speranza di cambiamento e su una credibile alternativa di Governo. Quindi, restare immobili, abbandonarsi all’approssimazione soprattutto in un momento in cui emerge, con tutto il suo vigore, una forte invocazione di cambiamento, sarebbe un vero e proprio suicidio politico per il Partito Democratico che, adesso, deve decisamente cambiare passo per potersi porre come caposaldo del nuovo centrosinistra».
«Soprattutto nell’ultimo periodo, puntualmente, durante ogni scadenza elettorale, il PD – ha poi aggiunto Censore – ha evidenziato una sostanziale debolezza di radici nei territori. Ma per un partito che deve liberarsi del convincimento che il suo destino sia di minoranza nel Paese, è fondamentale il costante rapporto con i cittadini, per conoscere le loro priorità e per definire assieme a loro un’azione politica e istituzionale programmata e partecipata. Bisogna, anzitutto, avere la capacità di captare e interpretare le istanze che partono dal territorio perché – ha osservato il Consigliere regionale del PD – la questione che l’attuale fase politica e storica ci pone non è sul “come” vincere le elezioni, ma sul “perché».
Solo dopo, Bruno Censore ha spostato le sue considerazioni sullo scenario locale, con particolare attenzione rivolta alla fase che sta vivendo il Partito Democratico in provincia di Vibo Valentia.
«Alla ripresa dell’attività politica, il Commissione regionale, Sen. Adriano Musi, sarà nel Vibonese per affrontare la situazione del partito che, come è noto a tutti, è privo di organismi – ha annuncia il Consigliere regionale del PD -. A Vibo, ma anche nel resto della Calabria, bisogna avviare un confronto urgente, anche per cercare di scuotere quel clima imbarazzantemente tetro e critico determinatosi dopo le elezioni regionali. Adesso bisogna iniziare a riflettere, a ragionare e a discutere: coscienti degli errori commessi in passato, ma consapevoli di quanto di buono è stato fatto e si vuol ancora fare per la nostra terra, dobbiamo cercare di recuperare la fiducia della gente. Il dialogo deve partire al più presto, per avviare così quel confronto urgente e necessario per radicare il partito sul territorio. L’esigenza di avere un partito radicato e strutturato è forte. Impellente, soprattutto per chi ha deciso di aderire e di militare in un partito che mette al centro del suo agire il valore della partecipazione e che punta a diventare un punto di riferimento per giovani, donne, uomini e amministratori. Servono, insomma, Circoli aperti, attivi e funzionanti, punti di ascolto e di sintesi, terminali sensibili ed efficaci per arrestare un declino che siamo stati costretti a registrare durante le scorse elezioni, in una provincia, quella di Vibo Valentia, dove il centrosinistra è ancora maggioranza. Bisogna, dunque, invertire la tendenza. Altrimenti – ha chiuso Bruno Censore – non saremo mai quella alternativa da più parti auspicata».




