Scaricava i residui della lavorazione dell’oleificio nelle acque del torrente Olivetta, immissario del fiume Angitola che si collega direttamente all’oasi faunistica, oppure direttamente in mare con pesanti conseguenze sull’ecosistema. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia con il supporto dell’Elinucleo hanno scoperto la pratica malsana del titolare della ditta di Maierato (un professionista 50enne che aveva iniziato la fiorente attivita’) e lo hanno denunciato.
L’attivita’ di smaltimento illegale era cosi’ intensa che il tratto del torrente interessato aveva addirittura cambiato colore ed emetteva un odore nauseabondo che si percepiva a decine di metri di distanza. Come se non bastasse l’intera zona era avvolta dal denso fumo nero proveniente dalla caldaia dell’impianto, alimentata con la sansa prodotta, che scaricava le scorie in maniera incontrollata nell’atmosfera ammorbando l’aria circostante. Infine l’acqua necessaria per il funzionamento dell’impianto veniva rubata da una vicina sorgente senza averne dato comunicazione alle autorita’ competenti e, ovviamente, senza pagarla.
Per il proprietario e’ cosi’ scattata la denuncia all’autorita’ giudiziaria con le accuse di furto aggravato e violazione delle norme anti-inquinamento; inoltre le caldaie, gli scarichi e l’illecita conduttura dell’acqua sono state sequestrate dagli uomini dell’Arma in modo da impedire che i gia’ gravi danni arrecati all’ambiente possano ulteriormente essere aggravati dal perdurare dell’attivita’ dell’oleificio.
(Adnkronos)




