Gli interventi sulla stampa dei giorni scorsi del Segretario della Uil Luciano Prestia e del Presidente del Consiglio Marco Talarico hanno acceso i riflettori su una questione di grande rilevanza: la comunicazione istituzionale. Infatti, mentre chi governa nella P.A. ha il dovere di informare i cittadini circa il proprio operato, la popolazione amministrata ha il sacrosanto diritto di essere messa al corrente del lavoro svolto. Del resto, ciò è sancito anche da svariate leggi, non ultima la legge 150 del 2000.
Ciò premesso, debbo aggiungere che il mio impegno politico, che si è concretizzato con l’esperienza di consigliere comunale a Palazzo Luigi Razza, mi sollecita ad intervenire in relazione all’argomento. Ho pertanto accertato che al municipio di Vibo Valentia dal 1997, di fatto, è operante un apposito ufficio stampa il quale durante le precedenti amministrazioni di centro destra (D’Agostino e Costa) è stato diretto dal giornalista Giuseppe Orefice con la collaborazione di un suo collega dipendente comunale, Antonello Nusdeo. Quest’ultimo, regolarmente iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, sin dall’insediamento del sindaco e della giunta Sammarco risulta abbia svolto, come tuttora svolge in un apposito ufficio allocato al primo piano del municipio, attività di comunicazione istituzionale ad esclusivo indirizzo dell’amministrazione attiva. Nusdeo, fra l’altro, nel 2000 è stato autorizzato a frequentare nella capitale un master in comunicazione per capo ufficio stampa, finanziato addirittura con fondi comunali.
Orbene, se da una parte l’intervento del presidente del Consiglio Comunale evidenzia che Nusdeo non ha le previste autorizzazioni ad espletare i compiti e le funzioni che di fatto assolve, dall’altro non si comprende il motivo per il quale il sindaco ed il suo esecutivo continuano ad utilizzare lo stimato professionista vibonese senza regolarizzare la sua posizione giuridica ed economica, assumendo così responsabilità che potrebbero ritorcersi negativamente sull’Ente.
Convinto come sono della lungimiranza del primo cittadino, sono dunque certo che lo stesso sindaco si sia già prodigato a sbrogliare la matassa e per ciò disponendo che la questione sia risolta in modo formale. E, anche in considerazione del fatto che né lui né tanto meno alcun esponente del suo esecutivo è pubblicamente intervenuto in seguito alle esternazioni di Prestia prima e Talarico dopo, sono sicuro che l’incomprensibile quiete sia stata determinata dalla decisione di procedere a formalizzare finalmente l’incarico al giornalista dipendente comunale, il quale, a fronte del suo acclarato impegno, non merita assolutamente essere così apertamente bistrattato; come non è degno questo comune capoluogo di provincia continuare ad essere l’ultimo dei suoi pari in Italia per non aver ancora provveduto formalmente ad istituire un apposita struttura comunicazione e ad aver nominato un addetto stampa, valorizzando quelle intelligenze e quelle risorse interne che troppo spesso, in questa nostra terra, vengono accantonate.
Vibo Valentia, lì 24.10.2008
Salvatore Bulzomì
Consigliere Comunale
E Commissario UDC




