Le malattie cardiovascolari continuano ad essere la prima causa di morte nei Paesi industrializzati e si presume che tale condizione andrà a trovare conferma anche nei Paesi in via di sviluppo alle soglie del 2020. Il rischio cardiovascolare continua a mantenersi alto anche nel territorio della provincia di Vibo Valentia nonostante il forte impegno sul piano della prevenzione.
A spiegarne il dato sarà domani Franco Barillà, docente della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma e del dipartimento Cuore e Grossi Vasi “Attilio Reale” dell’Azienda Policlinico Umberto I, nel corso dell’intervento in programma alle 9 all’hotel 501 dove sono in corso, da ieri, i lavori della XIV edizione della giornate mediche “Incontrarsi per camminare insieme”, organizzate dal Centro per lo studio delle displidemie infantili dell’Università “La Sapienza”, di cui è responsabile Francesco Martino.
Dedicato alla prevenzione e al trattamento delle malattie cardiovascolari con particolare attenzione ai fattori di rischio in età pediatrica, l’importante e qualificato convegno nazionale, dopo il successo degli anni scorsi, ha registrato, come di consueto, la sua giornata inaugurale in quel di San Nicola da Crissa con brevi indirizzi di saluto di Maria Salvia, Giuseppe Placanica e Vincenzo Natale che hanno preceduto la tavola rotonda su “Prevenzione della morte improvvisa”, moderata dallo stesso Franco Martino e con la partecipazione di Manuel Castello, direttore del dipartimento di pediatria de “La Sapienza” e presidente del convegno, Francesco Violi e Franco Barillà.
A qest’ultimo, al termine della serata, è stato assegnato il prestigioso premio nazionale “Alcmeone”, dopo l’esposizione di una brillante lettura magistrale sulla modulazione del sistema Raa nel trattamento dello scompenso cardiaco congestizio.
Di estremo interesse, tra le altre, la relazione di Franco Barillà, secondo cui “Le sindromi coronariche acute sono uno dei maggiori problemi di salute pubblica nei paesi industrializzati in quanto, nonostante i progressi in campo diagnostico e terapeutico, la prognosi della malattia rimane sfavorevole soprattutto nei pazienti ad alto rischio come per esempio le persone diabetiche o anziane. “
Per Franco Barillà, reggino, cresciuto tra le file della scuola romana di Franco Romeo, “al fine di adottare la migliore strategia terapeutica, è importante fare sempre una stratificazione del rischio e questo viene fatto prendendo in considerazione parametri clinico-anamnestici, strumentali (ECG) e di laboratorio (valori di Troponina). La stratificazione del rischio deve essere un processo dinamico, in quanto il quadro clinico può modificarsi da un momento all’altro.”
Sul piano della strategia dei trattamenti ha, poi, osservato che”nei pazienti ad alto e medio rischio oltre al trattamento farmacologico è fondamentale il trattamento invasivo con angioplastica coronarica, previa infusione con inibitori delle GP IIb/IIIa, che può essere attuato up-stream o down-stream. I pazienti catalogati a basso rischio se continuano ad avere valori di troponina normali anche a 12 ore, devono essere trattati con strategia conservativa in quanto, in questi la strategia invasiva non ha dimostrato una riduzione di eventi superiore alla strategia conservativa.
Inoltre devono essere sottoposti a stress test prima della dimissione allo scopo di valutare la riserva coronaria. Qualora la prova da sforzo fosse positiva per ridotta riserva coronarica, dovrebbero comunque seguire l’iter di quelli a medio-alto rischio.”
Per quanto riguarda le sindromi coronariche acute STEMI – ha aggiunto, tra l’altro, Franco Barillà- il trattamento principale rimane la rivascolarizzazione miocardica d’urgenza mediante angioplastica coronarica (primaria) o riperfusione mediante agenti trombolitici.
A tal riguardo il tempo precoronarico (tempo intercorso dall’inizio dei sintomi e l’instaurazione del trattamento terapeutico) è di fondamentale importanza per il salvataggio del miocardio ischemico. I sessanta minuti successivi all’insorgenza dei sintomi (cosiddetta “golden hour”) rimangono il tempo ottimale entro il quale una riperfusione efficace riesce ad ottenere il miglior risultato in termini di salvataggio della funzione ventricolare sinistra.
Oggi nelle quattro sessioni previste si è discusso sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, l’obesità, l’ipertensione ed il diabete in età pediatrica ( Antonio Gurnari, Claudio Maffeis, Fernando Maria Picchio e Francesco Angelico); il rischio cardiovascolare in età pediatrica ( Franco Martino), lo stress ossidativo ed eterogenesi nella ricerca di base ( Pasquale Pignatelli) e nelle implicazioni cliniche ( Francesco Violi), steatosi e funzione cardiovascolare ( Gerardo Mancuso), l’endotelio nella patognesi delle malattie cardiovascolari ( Francesco Perticone), moderne acquisizioni sulla lesione aterosclerotica ( Eugenio Gaudio), i marcatori genetici dell’aterosclerosi nel bambino e nell’adulto ( Marcello Arca), prevenzione e clinica della sindrome metabolica in Italia ( Alberto Notarbartolo), nuove tecniche ecocardiografiche ( Antonio Vitarelli), cardiopatie congenite nell’adulto ( Vincenzo Pasceri ), diagnosi e trattamento nell’ipertensione polmonare ( Carmine Dario Vizza). Domani la conclusione.




