Il responsabile della farmacia dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, che ha sede nell’ospedale, Giuseppe Borello, e’ stato raggiunto da un avviso di garanzia in cui si ipotizzano i reati di lesioni colpose e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute umana. L’inchiesta della Procura vibonese si riferisce al caso di un pensionato di 67 anni, di Tropea, al quale sarebbe stato dato un farmaco diverso di quello antirigetto prescrittogli dai sanitari del Niguarda di Milano dove, nel 1996, ha subito il trapianto del fegato. Alcuni mesi dopo il rientro da Milano dove si era recato per una visita di controllo, l’uomo aveva presentato la prescrizione di un nuovo farmaco rispetto a quello abituale. Nella farmacia dell’Azienda sanitaria, pero, gli avrebbero consegnato un altro farmaco, una medicina chemioterapica usata contro i tumori. L’uomo, non accorgendosi dell’errore, ha ingerito le compresse accusando poi, a distanza di giorni, forti dolori allo stomaco, diarrea, debolezza con febbre e perdita dei capelli. Un mese fa circa, il pensionato si e’ recato recava alla farmacia dell’Azienda sanitaria per ritirare la medicina che aveva esaurito e si e’ accorto che il farmaco era diverso da quello che gli era stato dato la volta precedente. Da qui un esposto alla Procura e l’avvio delle indagini da parte del pm Enrica Medori che ha nominato due consulenti. (ANSA).




