di Grazia Candido – “No dai, è finito! E’ troppo bravo, finalmente è tornato il varietà”.
Questa è solo una delle tante affermazioni alla fine dello spettacolo “C’è Costa per te” di e con l’attore e caratterista siciliano Antonello Costa, in scena ieri sera al teatro “Francesco Cilea”, terzultimo appuntamento della stagione dell’ODA del direttore artistico Peppe Piromalli.
Tanti gli applausi e i complimenti all’organizzazione per un finale che premia il talento e la creatività di un vero cavallo di razza, un mattore che è riuscito con il suo show elegante e divertente, a stregare con canzoni, balletti e 14 travolgenti personaggi, il pubblico reggino.
Già dal titolo si capisce subito che Antonello vuole fare un omaggio alla conduttrice di Mediaset Maria De Filippi, tra l’altro ben imitata in un passaggio dello spettacolo dalla soubrette Annalisa Costa, sorella di Antonello, che canta e balla insieme ad un affiatato corpo di ballo e anche, catapultare gli spettatori in quel genere di spettacolo ormai accantonato da tanti artisti ma che, ancora oggi, restituisce la spensieratezza persa.
Nei suoi monologhi, Costa mostra un’attenta ricerca della parola, delle canzoni, di quei giochi linguistici che piacciono tanto a chi lo osserva e ne apprezza la cura e il suo minuzioso lavoro.
Continui applausi invadono l’entrata e l’uscita di personaggi come lo chef che detesta la patata nel minestrone e nella vita, il gangster, l’estroso brasiliano con l’immancabile samba e piume colorate del corpo di ballo, l’egiziano Ahmed titolare di Kebar, l’omaggio ballato e mimato a Charlot, Michael Jackson, l’esperto di musica che rimarcano, ognuno a suo modo, la parodia di quello che eravamo e che stiamo diventando.
Del travolgente artista oltre al suo innato talento, piace il saper tenere da solo un spazio così ampio come il palcoscenico, senza fare sentire il vuoto che lo circonda, l’assenza di una spalla o di artifici che possono allegerire anche la scena più spoglia.
Con questo show, Antonello ha nuovamente dimostrato di saper abbattere la quarta parete e modulare voce e movimenti in funzione dei tempi teatrali mettendo in luce una serie di caratteri che riguardano i suoi personaggi. Efficace, profondo, autorevole, carismatico, Costa incarna alla perfezione i miti dell’avanspettacolo evitando però, richiami nostalgici. In questo modo, conserva tutta la forza di un genere marcato da forti ed indimenticabili personalità e ravvivato oggi, dall’eccezionale dote di un “cesellatore” di sentimenti ed espressioni che, pur legato al passato, resta sempre attento e grado al presente ma, con un occhio verso il futuro.







