• Reggio Calabria – Maurizio Battista fa “esplodere” il Cilea. Standing ovation per il comico romano

     

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Risate a non finire, musica e standing ovation. Ancora una volta, il comico romano Maurizio Battista fa “esplodere” il teatro Cilea scrivendo sul quaderno dell’Oda di Peppe Piromalli, un altro meritato sold-out.

    Ieri sera, nella massima culla dell’arte reggina, uno dei comici più apprezzati a livello nazionale, su un palco caratterizzato da un fondale luminoso, un ledwall e una scrivania dove lì sopra ha davvero di tutto (dalla sua pagella della scuola media, fotografie, cibo come “il purè di patate che se non lo giri devi buttare la cucina”, riviste, varie collezioni di oggetti “rari”), apre il suo live show “Tutti contro tutti” parlando di pandemia, di vaccini, dei social come unico mezzo di aggregazione, della quotidianità.


    I suoi racconti sono storie vere, è la vita di tutti i giorni ma esposta con leggerezza tanto da far ridere continuamente gli spettatori.
    Maurizio per quasi tre ore di show, coinvolge la gente seduta in prima fila, scherza e ride con loro. E’ un cavallo di razza che, anche se “non ha mai strafatto a scuola” – ci tiene a precisarlo innalzando la sua pagella con su scritto sex (sei) – , riesce a tenere inchiodato il suo pubblico che vorrebbe non finisse mai quell’intenso e divertente racconto.
    Sì, perché con Battista non ci si stanca mai, il suo è un umorismo graffiante ma pulito, la sua è spesso una comicità improvvisata anche quando invita la gente “a non applaudire in continuazione altrimenti famu tardi”.


    Maurizio è “un genio acrobatico della parola” che, con battute fulminanti a doppio senso, riesce a focalizzare problematiche sociali proponendo anche soluzioni fattibili o giustificazioni che possono arginare il problema tipo: “Mi hanno chiesto se credo al matrimonio. Certo che sì, mi sono sposato tre volte! Ma se ti devi sposare prendi una che sa cucinare perché l’amore passa, la fame no”.
    Il cabarettista, nato nel quartiere romano di San Giovanni, si carica di ossigeno e racconta un po’ di tutto, dalle micro-guerre del quotidiano ai rapporti interpersonali, passando per l’isolamento a casa con la suocera, ai problemi di coppia, alle separazioni, a quando si è fatto il vaccino, alla moderna cucina gourmet: “Ma io dico, due spaghetti pè 50 euro? Ma metteceli 3 etti de pasta, sennò come faccio a ditte sé bbona”.
    A rendere ancora più piacevole la serata, la travolgente musica di Roberto Boribello dei Los Locos che, accompagnato sul palco da due ballerine, ha riproposto alcuni dei più grandi successi del duo, come la “Macarena”, “Tic Tic Tac”, “Ai ai ai” facendo cantare il pubblico in sala.

    Il teatro è finalmente intriso di felicità, la gente partecipa attivamente ad uno show costruito minuziosamente da un impeccabile “raccontastorie” che, con naturalezza senza utilizzare maschere o artifizi, riesce a far entrare il pubblico all’interno dei suoi racconti, rompendo la quarta parete come pochi sanno fare.
    Il successo di Battista sta proprio nel suo essere, nella sua estrema originalità fatta di pregi e difetti, senza nascondere nulla e se a qualcuno non piace, prima o poi se ne farà una ragione perché la vera grandezza di un uomo non è nella forza, ma nel cuore che non si vende e non si compra: si dona.