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A Reggio Calabria e Messina l’esercitazione “Sisma dello Stretto 2022”. Il programma

3 Novembre 2022
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
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A Reggio Calabria e Messina l’esercitazione “Sisma dello Stretto 2022”. Il programma

Scatterà domani, a partire dalle 10, l’esercitazione della Protezione Civile nazionale “Sisma nello Stretto” che comprenderà 37 comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria e 19 di quella di Messina.

Come base dell’allarme sarà ipotizzata una scossa sismica maggiore di quella registrata nella zona dello Stretto, nel 1975, a 5 chilometri dalla costa reggina.

Prenderà il via domani e proseguirà fino a domenica 6, l’esercitazione nazionale organizzata dal Dipartimento della Protezione civile, d’intesa con le Regioni Calabria e Sicilia, le Prefetture di Reggio Calabria e di Messina, in collaborazione con le componenti e le strutture operative del Servizio Nazionale di protezione civile.

 

Scenario dell’evento

Per rendere realistico lo scenario esercitativo, è stato preso come riferimento il terremoto che il 16 gennaio del 1975 colpì l’area dello Stretto e per il quale, essendo un evento recente, sono disponibili sia parametri epicentrali strumentali sia indicazioni macrosismiche attendibili.

Il sisma ebbe una magnitudo oscillante tra un valore strumentale di ML=4.7 ed uno equivalente di Mw =5.3. L’epicentro strumentale fu individuato a circa 5 chilometri dalla costa, nell’entroterra di Reggio Calabria, mentre quello macrosismico coincise con il capoluogo calabrese.

La profondità fu stimata a 20 chilometri. Le località che nel 1975 riportarono danni furono complessivamente una novantina, di cui 30 (10 comuni sulla costa siciliana e 20 comuni nell’area di Reggio Calabria) con lesioni gravi pari al 25%-50% delle abitazioni e circa il 10% di crolli. Sul territorio, a seguito del terremoto, si verificarono diverse frane che provocarono interruzioni delle strade provinciali.

“Per l’esercitazione “Sisma dello Stretto 2022” – spiega la Protezione civile – si è scelto di riprodurre lo stesso terremoto del 1975 con una magnitudo locale innalzata a ML = 6 (a cui corrisponde una magnitudo momento Mw = 6.2), per simulare anche l’innesco di effetti ambientali a terra come frane e liquefazioni ed eventi di maremoto, a seguito di frane sottomarine. In considerazione dell’incremento della magnitudo, il quadro degli effetti macrosismici, e quindi di danneggiamento, simulati con l’applicativo Side del Dipartimento della protezione civile, è cresciuto notevolmente.

Sulla base delle simulazioni effettuate nell’ambito del Sistema di allertamento nazionale per i maremoti dall’Ingv, il potenziale evento di tsunami generato dal sisma comporterebbe la diramazione del livello di allerta Arancione, a indicare che le coste di quelle regioni potrebbero essere colpite da onde di maremoto con un’altezza inferiore a 0,5 metri e/o con un run up inferiore a 1 metro (per run up si intende la massima quota topografica raggiunta dall’onda di maremoto durante la sua ingressione rispetto al livello medio del mare). Le zone costiere da evacuare preventivamente sono definite nelle mappe di inondazione elaborate da Ispra, in cui al livello di allerta arancione è associata la “zona di allertamento 1””.

Ecco il programma

Il 4 novembre è la giornata in cui si verifica l’evento sismico ed è quindi dedicata all’attivazione dei Centri di coordinamento locali e nazionali e allo svolgimento dei primi scenari operativi locali gestiti dal livello territoriale, con le proprie risorse.
Ore 10 – L’Ingv comunica l’evento sismico al Dipartimento della protezione civile; a seguire il Siam dirama l’allerta maremoto e il Dipartimento invia il messaggio IT-alert. Vengono avviate le attività locali
Ore 11 – Si riunisce il Comitato Operativo della protezione civile
Ore 16 – Viene istituita la Dicomac-Direzione di comando e controllo a Reggio Calabria e vengono avviate le attività
Ore 20 – Si chiudono le attività prima giornata

Sabato 5 novembre è la giornata dedicata allo svolgimento degli scenari operativi “nazionali” nelle province di Reggio Calabria e di Messina. La Dicomac continua a svolgere le attività di coordinamento sul territorio.
Ore 8 – Iniziano le attività in Dicomac. Durante la giornata, si svolgono le attività esercitative e gli scenari operativi
Ore 20 – Si chiudono le attività esercitative

Domenica 6 novembre è dedicato alle attività di debriefing.
Ore 9 – Inizia il debriefing
Ore 12 – Terminano le attività

Recupero beni culturali

A Reggio Calabria, una working area è dedicata alla simulazione delle operazioni di recupero e messa in sicurezza di beni culturali presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria e la Cattedrale di Maria Santissima Assunta in Cielo, grazie al coordinamento tra Segretariato regionale del ministero dei beni culturali, il Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e la Direzione regionale dei vigili del fuoco. Sempre nella nostra città verranno simulate le attività di messa in sicurezza della Chiesa di San Giorgio.

Assistenza e aree di ammassamento

Durante l’esercitazione, come si legge sul sito della Protezione civile nazionale, saranno allestite un’area di ammassamento a Campo Calabro, come campo base per i vigili del fuoco, e un’area di ammassamento a Reggio Calabria, per ospitare i soccorritori volontari. Sempre nel Reggino, a Bova Marina, viene realizzata un’area di accoglienza per la popolazione colpita dall’evento, da parte delle colonne mobili delle Regioni Calabria e Campania. In quest’area viene attivato il Sistema Designa per organizzare l’accoglienza della popolazione e viene censita la popolazione fragile con scheda Svei.

Ricerca e soccorso presso l’“ex caserma 208”

Una working area è allestita a Reggio Calabria, presso l’“ex caserma 208”, per simulare l’attività di soccorso tecnico urgente. Qui viene sperimentata l’attività di ricerca e recupero di una persona sotto le macerie con tecniche di derivazione Speleo Alpinistica Fluviale e il soccorso di una persona con disabilità motoria.

Colonne mobili

Durante le attività esercitative, viene testata, per posti di comando, l’attivazione delle colonne mobili regionali. In particolare, nella provincia di Reggio Calabria, a Bova Marina, è previsto il reale arrivo della colonna mobile della Regione Campania, a fianco della Colonna mobile della Regione Calabria, mentre in Sicilia vengono attivate le colonne mobili provinciali della regione Siciliana gemellate con i comuni del messinese. È inoltre coinvolta la colonna mobile della Regione Marche con l’effettivo impiego del modulo Telecomunicazioni presso l’area di accoglienza della popolazione allestita a Palarescifina (ME).

Telecomunicazioni

Durante l’esercitazione vengono attivate le Reti radio regionali presenti sul territorio coinvolto per garantire le comunicazioni tra i vari centri di coordinamento attivati. Inoltre, viene testata la risposta del sistema di telecomunicazioni di emergenza nazionale tramite l’impiego della Rete Radio Nazionale (RRN), i moduli TLC (allestimento ad hoc di servizi tecnologici con personale qualificato), la Rete Radio HF.

Attività marittime

Per le attività esercitative, sia a Reggio Calabria che a Messina, è previsto il telerilevamento degli specchi d’acqua e delle zone costiere interessate dal potenziale maremoto per scongiurare qualsiasi forma di inquinamento a seguito dei danni alle infrastrutture.

Inoltre, sono simulate attività di soccorso in mare mediante l’impiego di unità navali della Guardia costiera nelle aree in prossimità della costa potenzialmente colpita dal maremoto.

In particolare, a Reggio Calabria, è simulato il trasferimento della colonna mobile della Regione Campania dal porto di Gioia Tauro al porto di Reggio Calabria con l’imbraco sulla nave San Marco/San Giusto. Sempre a Reggio, la Nave Ticino viene utilizzata per la fornitura di acqua potabile al servizio idrico locale.
Nel porto di Villa San Giovanni è organizzato il coordinamento delle attività di soccorso e trasporto di passeggeri (in particolare quelli a bordo del traghetto FSI danneggiato a seguito degli effetti del maremoto).

Viabilità: durante l’esercitazione verrà definita la zona rossa nel Comune di Reggio Calabria

In riferimento allo scenario di evento, i gestori delle singole infrastrutture (Anas, Cas – Consorzio Autostrade Siciliane, RFI) applicano le procedure che prevedono il blocco della viabilità e l’avvio delle verifiche speditive, i cui esiti devono essere resi disponibili entro poche ore. A seguito delle prime verifiche è possibile stabilire se è consentito il transito dei mezzi di soccorso sul territorio o valutare la definizione di percorsi di accesso alternativi. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco provvede nel frattempo a individuare e perimetrare le zone rosse nei territori colpiti. In particolare, durante l’esercitazione verrà definita la zona rossa nel Comune di Reggio Calabria.

Verifiche post evento

Geologi degli ordini professionali regionali di Calabria e Sicilia effettuano sopralluoghi tecnici nell’area di Reggio Calabria per la verifica di dissesti legati a frane sismo-indotte sulla rete viaria provinciale e comunale e per controlli tecnici nell’area di Capo Peloro (ME) a seguito del maremoto. Nella provincia di Reggio Calabria sono previsti sopralluoghi per verificare l’idoneità delle aree nelle quali verrebbero allestite Sae-Soluzioni Abitative in Emergenza e strutture scolastiche provvisorie.

È prevista, in diversi Comuni delle due Regioni, l’installazione della strumentazione utile alla rete Ran-Dpc per registrare la risposta del territorio al terremoto e alla rete Oss-Dpc per il monitoraggio delle costruzioni di proprietà pubblica.

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