di Grazia Candido – Una esilarante commedia che ha sbancato i botteghini spagnoli ed è arrivata in Italia grazie ad un team di attori straordinari diretti alla regia da Roberto Ciufoli, attore in prima linea insieme a Benedicta Boccoli, Simone Colombari, Sara Biacchi di una graffiante storia che metterà a nudo la corruttibilità umana e la fragilità di certi principi.
“Il Test”, prima pièce che aprirà il prossimo 22 ottobre al teatro “Francesco Cilea” il cartellone artistico dell’Officina dell’Arte, non è altro che uno spettacolo che ruota intorno alle quattro S: soldi, sentimento, sesso, successo.
Insieme ad uno dei protagonisti, l’istrionico romano Roberto Ciufoli cerchiamo di capire qualcosa in più su una commedia che strapperà sorrisi ma anche, porrà tanti quesiti.
Roberto, partiamo proprio con uno dei test che farete voi al pubblico appena si aprirà il sipario. Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?
“Dipende in che periodo mi fai la domanda. Visto i tempi, ti direi i cento subito, anche se forse, sarebbe meglio aspettare dieci anni e avere una maggiore sicurezza per la vita. Questa è una domanda apparentemente semplice ma in realtà, scatena delle dinamiche che non riguardano solo una coppia ma ogni singolo soggetto dei due nuclei familiari che mostreranno il diverso approccio alla vita”.
Nei panni di Ettore e Benedicta in quelli di Paola, interpreterai un uomo che ha problemi economici con la sua compagna, un tema attuale che tocca oggi, un po’ tutti noi.
“La commedia è divertente, scritta e fatta bene. E’ un testo spagnolo con una trama interessante che, alla fine, ha una sorpresa: non è solo divertimento e non voglio dire la classica frase “che fa ridere e pensare” perché già tutto quello che si fa, porta l’individuo a riflettere e, attraverso anche le battute, si dicono verità pesanti. Però, in quella domanda iniziale che sembra innocua e banale e che faremo al pubblico, si mette in dubbio qualcosa e soprattutto, si rivoluzionerà la vita delle due coppie”
Quali sono i tratti distintivi dei quattro personaggi e come sei riuscito a mettere insieme personalità diverse e forti allo stesso tempo?
“Proprio perché era richiesto dal testo, ho scelto interpreti con sfaccettature diverse, interessanti e vigorose. Per fare questa commedia, campione di incassi, servono attori bravi, capaci a realizzare il disegno del regista e a portarlo fedelmente in scena. Lavorare con Benedicta, Simone e Sara è stato un piacere e poi, c’è una bella sintonia”.
In questa commedia, sei regista e protagonista. Non è semplice recitare, dirigere te stesso e gli altri attori, tu come ci sei riuscito?
“Mi piace moltissimo la regia ed è stato naturale. Mi è piaciuto intervenire su un disegno generale della commedia che mi coinvolgeva e avevo ben chiaro cosa volevo realizzare. E’ stato difficile ma interessante e poi, è un lavoro che non finisce mai. Anche in scena, sono sempre nella doppia veste e sto attento che vada tutto come lo abbiamo pensato proprio perché è un gioco preciso. Ogni cosa è incastonata perfettamente come un puzzle”.
Sei felice di tornare a Reggio Calabria?
“Sono emozionato e non vedo l’ora di far provare lo stesso sentimento al pubblico reggino. Il teatro è caratterizzato da due componenti: gli attori sul palco e il pubblico in sala. Se togli una delle due parti, non è più teatro ma un’altra storia. Le emozioni le trovi in questi luoghi d’arte e tornare a calcare la scena è un’esperienza bellissima, difficile da descrivere in poche parole”.
In conclusione, sei anche tu un amico dell’Oda, cosa vuoi dire o domandare visto il contesto, al direttore artistico Peppe Piromalli?
“Rinnovo la mia amicizia, affetto, stima e gli auguro di continuare ad essere curioso cosa che è, altrimenti non riuscirebbe a fare al Cilea proposte sempre molto interessanti. E la domanda è ovvia: “Piromalli preferisci centomila euro subito o un milione fra dieci anni?” La risposta la scopriremo sabato 22 Ottobre a teatro”.







