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    Reggio Calabria – Il fascino e la purezza di “My Fair Lady” a Catonateatro

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Una storia giocata sui toni della favola che piace molto anche se alla base, pone la metafora di un irraggiungibile ideale che si trasforma, alla fine, in un vero e proprio riscatto sociale.

    Il fascino di “My Fair Lady”, musical andato in scena ieri sera al CatonaTeatro, è come sostengono tutti i bravissimi attori del cast, “intramontabile” e, in questa versione, il cui adattamento porta la firma della regista Gisella Calì, è coraggioso ma ben riuscito.
    Un’opera corale, impegnativa, a volte complessa che, in un crescendo di immagini e colori, mette in mostra attori performer bravi a danzare, cantare, recitare per più di due ore. Sotto la leggera vernice sfavillante della fiaba, si impone la battaglia tra i sessi che, in un particolare momento della storia, segna il trapasso al secolo delle grandi rivoluzioni.

    Eliza (i cui panni li indossa la vulcanica attrice Maria Fiamingo), ragazza rustica, sboccata, con il sogno di avere un negozio di fiori tutto suo, ha l’intelligenza di chiedere la cosa giusta per sé in vista di un miglioramento sociale e lavorerà duro per questo, meritandosi il cambiamento della propria vita.

    Sul suo cammino incontrerà uno strano “principe azzurro”, il professor Higgins che, spaventato dalla vita, si rifugia nello studio della fonetica come per proteggersi dal resto del mondo e, usando sadici e grotteschi marchingegni, cerca di “trasformare” Eliza da semplice proletaria a donna colta ed elegante. Accanto a loro, il buffo e tenero Colonnello Pickering interpretato dal perfetto e sempre incisivo in scena Aldo Toscano.

    Una trasformazione che inciderà molto nell’animo della giovane ragazza che, con la sua sensibilità, riuscirà a cambiare quell’uomo egoista e insopportabile di Higgins (il bravissimo Emanuele Puglia), spaventato dai rapporti umani veri e autentici, in quell’uomo che si lascia andare alla purezza dell’amore.
    In un’epoca in cui tutto è ormai scontato, anche i sentimenti stessi, la storia “My Fair Lady”, riesce a regalare emozioni ad un pubblico spronato a riflettere sugli “invisibili”, quelle persone che, nel quotidiano, non vediamo e invece, a loro dovremmo prestare più ascolto e attenzione.

    Eliza fa proprio questo: ci insegna che solo coloro che possono vedere l’invisibile, possono compiere l’impossibile. E nelle pagine musicali di “My Fair Lady”, c’è proprio la sensazione miracolosa delle parole scritte che mettono a confronto la cultura e l’ignoranza, l’eleganza e la sguaiatezza, ma soprattutto, l’uomo e la donna che finiranno per imparare entrambi qualcosa, l’uno dall’altra.
    Dopo quasi 60 anni, restiamo incantati di fronte a quel “brutto anatroccolo” che si trasforma in uno splendido cigno e, avvolto in un fantastico vestito bianco, mostra tutta la sua grazia, l’eleganza e la dolcezza di una donna capace a dimostrare che l’amore vero è l’unico sentimento che riesce a far accettare ciò che è stato, si è e sarà.