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    Reggio Calabria – Protesta dei dipendenti delle Case di Cura: “L’Asp non paga e noi lavoriamo senza stipendi”

    di Grazia Candido – La pioggia non ferma la civile protesta di operatori sanitari che, questa mattina, a Piazza Italia, hanno manifestato e chiesto un incontro con il prefetto Massimo Mariani per risolvere la mancata liquidazione delle spettanze che l’Asp deve alle Case di cura private convenzionate con il sistema sanitario nazionale.

    In attesa di potersi confrontare con le istituzioni, di fronte alla Prefettura, i dipendenti della Casa di Cura “Caminiti” di Villa San Giovanni, l’Istituto Ortopedico “Faggiana”, Casa di Cura “Villa Sant’Anna” e “Villa Aurora”.
    “Vogliamo capire come mai ad oggi, non si è risolto il gap del blocco dell’Asp che, nonostante un accordo raggiunto l’uno Giugno, non ha saldato le nostre Case di cura e tutti i dipendenti non hanno ricevuto la propria mensilità – esordisce Domenico Bagnato dell’istituto Ortopedico -. L’Asp di Reggio Calabria non pagando più le fatture da novembre del 2021, ha costretto tutte le aziende private ad utilizzare le proprie risorse e, nonostante ci siano 7 mesi di mancato pagamento, le aziende sanitarie hanno sopperito a questa mancanza con la Cessione del credito alle banche per pagare tutti gli stipendi ai fornitori. Ma adesso, la situazione sta diventando pesante. Inoltre, si aggiunge un altro problema: da questo mese, l’Asp ha avviato il nuovo sistema digitalizzato di fatturazione e dicono che, oltre al personale ancora non adeguatamente formato, ci siano difficoltà tecniche del sistema per cui le fatture da presentare a fine mese di Maggio potranno essere inoltrate a partire dal 20 di Giugno”.
    I dipendenti dell’istituto Ortopedico ci tengono tramite il loro portavoce Bagnato a ribadire che “continueranno a garantire il servizio sanitario perché la salute dei cittadini è la nostra priorità ma siamo in difficoltà per questo, chiediamo aiuto al Prefetto e alla cittadinanza alla quale siamo stati sempre vicini e continueremo ad esserlo”.
    Pienamente concorde l’impiegata amministrativa della Casa di cura “Caminiti”, Patrizia Suraci che aggiunge: “Nei giorni scorsi, sua eccellenza il Prefetto si è fatto garante fra le Case di cura private e l’Azienda sanitaria provinciale per risolvere il blocco dei pagamenti. Quello che sappiamo è che l’accordo era stato raggiunto con il neo Commissario dell’Asp e, in questa settimana, avrebbero dovuto emettere i mandati di pagamento cosa non avvenuta per problemi burocratici. Per noi è invece una scusa – aggiunge la Suraci -. Le Case di cura private hanno sino ad oggi, garantito il pagamento degli stipendi facendo ricorso al sistema creditizio delle banche ma queste vogliono la restituzione delle somme con gli interessi quindi, da questo mese in poi, non sarà più possibile per le nostre aziende sanitarie erogare gli stipendi se la situazione all’Asp non sarà sbloccata”.

    “Abbiamo tutti famiglie, esigenze, scadenze da pagare ed è giusto che ogni lavoro sia retribuito pertanto, non ci fermeremo – tuona Bagnato -. Lunedì mattina, ci sarà un altro incontro delle nostre dirigenze all’Asp di Reggio Calabria e, qualora non andasse a buon fine nemmeno questo, è normale che faremo valere i nostri diritti in tutti i modi possibili consentiti dalla legge”.