Manca poco all’erogazione del bonus 200 euro contro il caro vita previsto dal Decreto aiuti. Con l’approfondimento del 9 giugno scorso, Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha analizzato le principali novità introdotte dagli articoli 31 (indennità una tantum per i lavoratori dipendenti), 32 (indennità una tantum per i pensionati e altre categorie di soggetti) e 33 (fondo per i l potere di acquisto dei lavoratori autonomi) e pubblicato il fac simile di certificazione per ottenerlo.
Beneficeranno dell’indennità una tantum, ben 31,5 milioni di persone e la misura peserà sulle casse dello Stato per 6,3 miliardi di euro. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 114/22 del dl n. 50/22, è stata finalmente definita la platea dei beneficiari del bonus 200 euro, sono state disciplinate le modalità di erogazione della misura e individuati i soggetti tenuti alla presentazione dell’istanza e coloro che, invece, riceveranno l’indennità “in automatico”. Non solo dipendenti, pensionati, disoccupati, ma anche titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, percettori del reddito di cittadinanza e collaboratori domestici, lavoratori a tempo determinato, stagionali, intermittenti, lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, lavoratori autonomi occasionali ex art. 2222 codice civile. Tra i destinatari della misura, anche autonomi e professionisti; tuttavia, per queste categorie bisognerà ancora attendere il decreto attuativo. Cosa succederà, dunque, a partire da luglio? I datori di lavoro dovranno erogare, nella busta paga di luglio, la somma di 200 euro ai lavoratori dipendenti che nel primo quadrimestre dell’anno 2022 hanno beneficiato dell’esonero di cui all’art. 1 c. 121 della legge n.234/21, ovvero, la riduzione di 0,8 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti. Tale importo verrà compensato con i contributi dovuti nella denuncia mensile, in modo similare alla procedura prevista per l’indennità di malattia. Per titolari del reddito di cittadinanza e pensionati, con reddito per l’anno 2021 non superiore ai 35mila euro, sarà, invece, l’Inps a provvedere all’erogazione del bonus. Una misura che solleva dubbi e perplessità e che creerà non poche criticità alle imprese, legate, ad esempio, ai requisiti dei lavoratori dipendenti e autonomi o alla preventiva dichiarazione del lavoratore che per usufruire dell’indennità in questione non deve essere titolare delle prestazioni previste dall’art. 32, c. 1 e 18 del decreto citato. Tutte le info sono contenute nell’approfondimento sul sito www.consulentidellavoro.it.





