• Home / In evidenza / Reggio Calabria – Lamberti Castronuovo: “Se i politici valessero, la burocrazia starebbe al suo posto”

    Reggio Calabria – Lamberti Castronuovo: “Se i politici valessero, la burocrazia starebbe al suo posto”

    di Grazia Candido – Non le ha mai mandate a dire, in tutto quello che fa quotidianamente, ci mette la faccia e non gli importa se la sua schiettezza e lealtà possono attirare simpatia o antipatia, perché lui deve dare conto solo alla sua coscienza. Il dottor Eduardo Lamberti Castronuovo si è sempre battuto per la sua città, pagando spesso un esoso conto a causa della sua franchezza ma non si è mai arreso nemmeno quando “fanatici amici” gli hanno sbattuto la porta, lui è andato avanti da solo da vero e fiero guerriero.

    E proprio al dottore ed editore dell’emittente televisiva ReggioTV, va la prima edizione del premio “Guerrieri”, riconoscimento ideato dall’Officina dell’Arte dell’attore Peppe Piromalli e che sarà assegnato a persone che, nel loro settore, contribuiscono ogni giorno ad affermare la legalità, la cultura, l’informazione, l’arte, il teatro.
    Il premio “Guerrieri” quest’anno, è consegnato a lei e al colonnello Carlo Calcagni. Un bel riconoscimento.
    “Amo i premi sino ad un certo punto perché mi piace molto di più avere una stretta di mano, un bel sorriso o un’attestazione di stima ma, in questo caso, è un po’ diverso perché mi si attaglia bene questo appellativo: non faccio altro che battaglie dalla mattina alla sera. Peppe Piromalli è uno che conosce la città, le sue difficoltà ma, nonostante tutto, va avanti ed è bello quello che fa perché vuol dire che ha dalla sua parte la ragione. Nella vita, l’importante non è avere ragione ma trovare chi te la dia. Nella città di Reggio, c’è purtroppo tanta gente che ha ragione ma ce n’è altrettanta che non ti dà ragione perché è assuefatta dal modo di vivere squallido che ha scelto”.
    Lei è un convinto fautore della cultura, della musica, di tutte quelle forme di arte che fanno emergere i nostri giovani talenti. Talenti che spesso, scappano da questa città.
    “Oggi, sarò al teatro dell’Opera di Roma per vedere la “Turandot” e lo posso fare perché ho la possibilità di prendere un treno, un aereo e rifocillare la mia passione. Ma ci sono tante persone che non possono spostarsi, girare i teatri d’Italia e vedere magari il giovane tenore Michael Fabiano, originario di Scilla, protagonista questa sera del capolavoro di Giacomo Puccini. La nostra città deve dare ai suoi talenti un’opportunità e ha bisogno di teatro, di un’offerta culturale ampia e per tutti. Ovviamente, ci può essere un’opera che può piacere o no, ma dobbiamo dare la possibilità alla gente di vivere il teatro. A fine spettacolo, poi, si ha il diritto di parlare ed esprimere critiche, anche durissime ma solo se è stato pagato il biglietto altrimenti, bisogna stare zitti”.
    Si sente un po’ guerriero?
    “L’essere guerriero è una necessità di chi si sente libero. Il guerriero è colui che combatte e chi non combatte è un vigliacco. Io sono un uomo e professionista libero e nessuno mai cambierà il mio status. Oggi, purtroppo, ci siamo assuefatti al nulla, alla negatività e questo non va bene. Combatterò sempre per le cose giuste, per la mia città”.
    Ed ecco la sua proposta: creare in città la “Consulta della Cultura”.
    “Questa Consulta è diversa dalle altre: è libera, aperta a tutti, chiunque può partecipare e dire la sua, è una forma democratica di aggregazione della gente dove ognuno si prende un settore e chiede ad alta voce cosa serve. E’ una Consulta che non vuole farsi mettere i piedi di sopra e che si oppone nel vedere un teatro Margherita e un teatro Siracusa nonostante la Soprintendenza Archeologica e divieti vari, trasformati in due supermercati. Parliamo della stessa Soprintendenza che considera il Lido comunale un luogo storico e perchè il Siracusa e il Margherita non sono luoghi storici? Per questi si può variare la destinazione d’uso? E’ stato commesso un errore gravissimo, ecco a cosa servirà la Consulta”.
    Insomma, una voce libera che non avrà colore politico.
    “Esattamente. La Consulta sarà la voce libera della città, non è legata a nessun partito politico né giammai, sarà consentito a nessuno di utilizzarla per fini elettorali perché non ci interessano. Le elezioni non servono a niente, o meglio, servono ad eleggere quattro poveretti per portare avanti una struttura. Siamo onesti, chi porta avanti un’amministrazione non è l’amministratore ma sono i burocrati, i padroni della città. I politici non valgono niente, se valessero, la burocrazia la metterebbero al suo posto. La burocrazia deve essere collaborativa con il potere politico, non antitetica”.
    Ha tante idee e sogni da realizzare con e per Reggio. Uno è imminente.
    “Con il Conservatorio Cilea abbiamo pensato di offrire alla città, tutte le domeniche dalle ore 11,30 alle 12,30, eventi musicali a porte aperte che non solo consentiranno la fruizione del teatro Cilea ai giovani talenti che potranno esibirsi nel canto o nella musica, ma anche sarà un momento piacevole per i reggini che potranno trascorrere un’ora in un luogo d’arte della città e conoscere i nostri ragazzi. La proposta è stata sottoposta all’assessore comunale al ramo ma invece di apprezzare l’iniziativa, si è posta il problema di chi deve aprire il teatro la domenica. Andate al diavolo, fate un altro mestiere, non potete fare gli amministratori”.
    Quindi, non si farà nulla?
    “Questa iniziativa si farà perché mi assumo io la responsabilità e, siccome dentro il Cilea c’è gente che lo gestisce senza alcun titolo, da cittadino, voglio le chiavi e se è il caso, impegnerò anche il mio personale. La politica non vale niente: quando la politica oppone ad una bella idea il gap della burocrazia ponendosi il problema di chi apre le porte del teatro, abbiamo perso. La città non ha bisogno di gente che applica queste norme insensate ma ha bisogno di persone che hanno il coraggio di fare togliere subito quei “iaddinari” che ci sono in tutta la città e sono l’emblema della sporcizia, della bruttura. Il teatro Cilea deve essere dato subito al Conservatorio”.
    Secondo Lei, cosa manca a questa città?
    “Abbiamo tanti professionisti, c’è tanta brava gente che potrebbe dare un importante contributo per cambiarla ma manca il nocchiero che indirizza la strada. La Consulta stanerà la cultura, il buono di Reggio. Chi sta amministrando la città non ha idea di cosa significa amministrare, pensano di essere padroni. Reggio non è proprietà esclusiva di pochi, è una città bella, che va curata, amata, protetta ma, soprattutto, è la città di tutti noi”.