di Grazia Candido – La storia dell’istituto “Principe di Piemonte” risale ai primi anni del 1900, proprio all’indomani del disastroso sisma del 1908 e la sua ricostruzione di fronte uno dei luoghi più belli della città, piazza Castello, sancisce ancora oggi, l’importanza di un grande plesso scolastico, capace di accogliere un buon numero di scolari e allocato in una location strategica e funzionale di Reggio Calabria.
Il 24 Novembre del 2024, l’IC “Vitrioli Principe di Piemonte”, diretto magistralmente dalla dirigente scolastica Maria Morabito, festeggerà il suo centenario e per tale occasione sono previste tante iniziative che coinvolgeranno non solo gli studenti ma la comunità e le istituzioni del territorio.

“Nel 1924, le scuole di Piazza Castello furono collaudate, completate ed aperte all’utenza con classi numerose, divise per sesso e lezioni distribuite su cinque giorni settimanali – ricorda la responsabile del plesso e docente di matematica Laura Nicita -. Il nostro plesso scolastico cominciò la sua opera educativa accogliendo un’utenza molto eterogenea e promuovendo, da subito, una didattica funzionale. Nonostante le numerose vicissitudini, il “Principe di Piemonte” continuò la sua attività e, tutt’oggi, mantiene quel fascino e quell’imponenza di un tempo divenendo sempre di più, un centro operativo di didattica attiva”.
Una scuola in continua evoluzione, tant’è che, nell’anno 2009, all’interno del plesso, venne istituita una sezione della Scuola dell’Infanzia, completando quel progetto culturale che, di pari passo a quello architettonico, ha segnato la nascita e la crescita di “questa scuola che rappresenta, sia per ubicazione che per centro di formazione, il cuore di Reggio” – ci tiene a precisarlo la professoressa Nicita.

“Tra le attività in corso, vi è la digitalizzazione dell’archivio scolastico che parte proprio dal 1924. Un lavoro che sarà fruibile a tutti e che consentirà agli ex scolari che hanno frequentato questo istituto, di reperire le pagelle o i vecchi registri scolastici – aggiunge la responsabile del plesso -. Il “Vitrioli Principe di Piemonte” contribuisce alla ricostruzione della storia reggina e dell’istruzione perché quando vennero soppressi con la Riforma Gentile i provveditorati provinciali, questa scuola diventò un centro amministrativo importante. Una grande risorsa per la comunità reggina e non solo, che tra i suoi prossimi obiettivi, si è posta anche la riapertura del Museo scolastico caratterizzato da reperti recuperati durante la guerra e nel periodo successivo, come i registri del 1890 e la ristrutturazione di un pianoforte di antica data, sito nel nostro salone storico e sul quale il tempo ha lasciato le sue tracce. Ridaremo vita al nostro pianoforte grazie all’aiuto della Fondazione del dottore Eduardo Lamberti Castronuovo che restituirà alla comunità scolastica uno strumento prezioso e storico”.

Parliamo quindi, di una scuola importante che ha accolto nel tempo nomi oggi illustri, come l’editore Lamberti Castronuovo, Monsignor Salvatore Nunnari, il medico chirurgo Riccardo Mazzitelli, l’indimenticabile drammaturgo Rodolfo Chirico, l’attore Gennaro Calabrese, l’imitatore Pasquale Caprì e tanti altri che potranno rivedere il loro excursus scolastico nell’archivio digitalizzato.

“I preparativi per il Centenario sarebbero dovuti partire già dall’anno scorso ma questa pandemia ha rallentato i lavori – postilla la professoressa Nicita -. Dall’estate prossima riprenderemo le attività perché chi ha questa passione, chi ama insegnare e donarsi all’altro, non bada se la scuola è aperta o chiusa, va avanti e basta. Il “Principe di Piemonte” è il punto di riferimento della città, lo è stato dall’inizio e continua ad esserlo. Per questo, non possiamo deludere la comunità anzi, dobbiamo seguire quel percorso per potenziare e migliorare sempre di più la nostra didattica. Il successo della scuola è la sua squadra, il corpo docente, amministrativo, tecnico e ausiliario che ha sempre investito su una didattica vincente, alternativa, propositiva, completa. Tutte le notizie su questo istituto, la sua evoluzione e tante curiose informazioni saranno riportate su una mia pubblicazione la cui introduzione è della dirigente Morabito che ha stimolato la ricerca e l’approfondimento di una storia che merita di essere conosciuta da tutti”.









