“Eduardiando” è un atto unico in chiave cinematografica, pensato e realizzato da Achille Concerto per omaggiare Eduardo De Filippo nel centenario della sua nascita e le soddisfazioni non sono mancate:
“Dire che sono contento è riduttivo” – sottolinea il regista “non mi aspettavo di poter avere queste soddisfazioni; vincitore al Milazzo international film festival, vincitore al real film festival internazionale per la migliore sceneggiatura, finalista alla 74esima edizione film festival di Salerno finalista, al festival di Ispra (cinema povero finalista ), al film festival di Cefalù ,finalista al film festival di San Francisco (California), finalista al film festival di Los Angeles ed in attesa dei risultati di altri 15 risultati di altrettanti festival internazionali fra cui Madrid, Toronto Venezia (sezioni corto). Ho scritto e pubblicato diversi romanzi che hanno avuto successi e a tal proposito mi è doveroso ringraziare la casa editrice Leonida nella persona di Domenico Polito, legale rappresentante e proprietario che mi ha stimolato attraverso le sue pregevoli iniziative che da diversi anni attraverso lo Xenia book festival. Ho ampliato gli orizzonti portando e facendo conoscere autori stranieri (georgiani e quest’anno ad agosto anche armeni con traduzioni bilingue), coinvolgendomi in queste iniziative. Molti dei personaggi di tali romanzi sono stati da me trasformati come sceneggiature e, pur rimanendo – in fondo – uno scrittore, da oltre 25 anni mi sono occupato di teatro (per diletto) anche perché i miei personaggi letterari restavano dopo un po’ chiusi fra le pagine, così ho deciso di dare loro un volto ed una voce, ho portato alla ribalta attori amatoriali e professionali figli di questo sud e soprattutto reggini”.
Certo, questa è una sfida importante: “Eduardiando” – continua Concerto – “è stata una sfida più complessa per ovvi motivi; non si trattava di un riarrangiamento di una commedia di Eduardo, bensì di un’opera nuova ed inedita come omaggio al grande drammaturgo; devo dire che mi sono divertito a dirigerlo oltre che averne fatto la sceneggiatura, grazie soprattutto ad amici che hanno creduto nel progetto e si sono cimentati nell’,ardua impresa!! Sono attori amatoriali con i quali ho fatto altri lavori e che si definiscono ‘quattro attori morti di fame’, ma che nella loro spontaneità hanno fatto “miracoli in un vicolo”. Certo” – sorride il regista – “devo dire che spesso mi hanno stravolto il copione, ma questo faceva parte del gioco, perché anche giocando si fa cultura…”.
Sognare non costa nulla, in definitiva…un Oscar? “Certo” – ride Concerto – “non costa niente!! Intanto permettetemi un abbraccio a tutti loro e anche all’amico Marzolla che, con la sua associazione ‘Cassiopea’ – ha dovuto girare, montare e sopportarci





