Una sala gremita, iscritti sì, ma soprattutto tanti simpatizzanti ed amministratori locali arrivati dalla piana di Gioia Tauro e dalla Jonica. In prima fila, a rimarcare una amicizia politica ed un dialogo aperto con Azione, il segretario regionale del Pd Nicola Irto e l’assessore del Comune di Reggio Calabria Irene Calabrò.
Carlo Calenda, fondatore assieme a Mattero Richetti ed oggi segretario nazionale del partito di Azione, è un fiume in piena. Parla di una Calabria ferma al palo, che non sa spendere i finanziamenti europei e rischia neanche di vedere i fondi del PNRR se continua su questa strada. Commissariamento della sanità, porto di Gioia Tauro che “ ho visto in ripresa, ma che deve ritagliarsi un suo spazio specialistico”, ma anche il ponte sullo stretto tra i temi affrontati dal leader di Azione che a riguardo dice: “ sono d’accordo che si faccia, ma che si realizzi e si smetta di parlarne in modo stantìo. E, soprattutto, nel frattempo si facciano strade e infrastrutture e si potenzi l’alta velocità”.
Un modo diverso di fare politica
Un lungo intervento, ma Carlo Calenda non si sottrae neanche alle tante domande del pubblico, “non sono venuto qui a fare monologhi, ma a confrontarmi” dice e parla a ruota libera di disoccupazione giovanile, del Paese Italia diventato il più ignorante d’Europa, ed il Mezzogiorno d’Italia con un analfabetismo funzionale altissimo, ma anche di un piano – vero, concreto, attuabile – per questa Calabria, fino ad oggi terra solo di annunci e cose mai realizzate: “la politica fino ad oggi non ha saputo amministrare e gestire nulla, è sotto gli occhi di tutti. L’esperienza a Roma ci ha fatto capire che bisogna tenere insieme i pezzi etici e culturali e i pezzi amministrativi e gestionali. Noi abbiamo le idee chiare: realizzare un piano industriale su come e cosa realizzare, con tempi certi. Poi qualcuno gli chiede sull’ispirazione socialista e lui non esita: “Azione nasce come partito progressista, liberal socialista ed europeista, si ispira al Partito d’Azione”.
Politica e Responsabilità
”Secondo Calenda, c’è un discorso di responsabilizzazione dei cittadini a cui dobbiamo partecipare tutti. “Noi siamo per una politica pragmatica e concreta, che dica cosa vuole fare, come farlo ed in quanto tempo – applaudono in sala e sguardo d’intesa con i suo fedelissimi della segreteria regionale Fabio Scionti, segretario, e Carmelo Versace, responsabile enti locali, che riveste il ruolo di sindaco ff della Città Metropolitana – così abbiamo fatto su Roma e siamo diventati il primo partito in città”. “I cittadini si sono rotti le scatole, hanno provato di tutto, noi vogliamo dare loro diamo loro un’alternativa normale. La politica è la vita normale, è grandi sfide. Noi siamo per le grandi sfide, perché senza le grandi sfide la politica è solo populismo”.
Reggio lo abbraccia
Un discorso accorato, forte e vibrante quello di Carlo Calenda che ringrazia Reggio Calabria per l’accoglienza e si complimenti con tutti per la bellezza e la cura del lungomare. “E’ una città strepitosa, ho visitato il Museo che ho trovato molto curato e ricco di opere che meritano di essere viste e apprezzate da tutti. Sui bronzi ogni commento è superfluo”. Parole di affetto verso questa città ed i suoi cittadini che lo hanno ripagato con una partecipazione importante e attiva. “Io non sono un iscritto di Azione, ma stasera mi ha convinto!” – gli urla un signore dal fondo della sala. Calenda sorride dal palco e assicura: “torno presto, è una certezza”.






