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    Reggio Calabria – Piermaria Cecchini con il suo inno alla vita chiude i primi eventi di “New Theatre training”

    di Grazia Candido – Piermaria Cecchini, attore, regista, insegnante e, da oggi, anche scrittore, chiude al castello Aragonese la prima parte degli eventi culturali inseriti nel progetto artistico e culturale “N.T.T. – New Theatre training”, promosso dall’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte APS” e sostenuto dal bando di SCENA UNITA – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo – fondo privato gestito da Fondazione Cesvi – organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 – in collaborazione con “La Musica Che Gira” e “Music Innovation Hub” e patrocinato dal Comune di Reggio Calabria e dalla Città Metropolitana.
    Accompagnato dal violinista reggino Paolo de Benedetto, Piermaria, ieri sera, nel suo spettacolo teatrale “Ti Rac-CANTO Dante”, trascina il pubblico in uno dei capolavori della letteratura italiana e, in un viaggio allegorico, ripercorre il cammino del sommo poeta attraverso i mondi ultraterreni per ritrovare fede e pace interiore perdute in una vita votata ai vizi e alla decadenza morale.
    Cecchini, tra una cantica e l’altra, sfodera un’interpretazione impeccabile carica di pathos e trasporto ma anche, l’ironia del grande attore romano/viterbese che riesce ad alleggerire un racconto meraviglioso e complesso.
    Il filo conduttore della lettura è evidente: tutto ciò che di impercettibile c’è nei sentimenti e nella ragione, grazie a Piermaria, acquista forma nelle righe.
    Lo spettacolo altro non è che un luogo intermedio in cui l’artista dà una forma definita a quel mondo immaginario.
    Gli spettatori, in religioso silenzio, sono coinvolti in quel percorso umano tracciato dall’attore abile a dare una nuova chiave di interpretazione.
    “Ho voluto raccontare Dante in maniera leggera, a modo mio, soffermandomi sulla lettura del primo e del quinto canto dell’Inferno e il sonetto 26 della Vita Nova, “Tanto gentile e tanto onesta pare”, dedicato a Beatrice – afferma Piermaria -. Dante è il sommo poeta, il personaggio più grande della letteratura italiana e mondiale ed è anche giusto tributargli gli onori che si merita perchè se non ci fosse stato lui, la lingua italiana, probabilmente, avrebbe avuto un’evoluzione diversa”.
    Poi, Cecchini, lascia la Divina Commedia per mettersi a nudo, con la sua creatura, “Una vita abbastanza“, libro edito da LuoghInteriori, prima parte di una trilogia nella quale fa conoscere “la sua vita, una rappresentazione che vale la pena di essere raccontata, sempre e comunque”.
    “È la storia della mia vita e comprende le vicende,  i personaggi che ho incontrato sul percorso e che entrano nella memoria – spiega Piermaria -.  “Una vita abbastanza” sta ad indicare una vita che ti basta, magari non è una vita di quelle clamorese ma, nemmeno, da buttare via. E’ una vita bastevole, che ti fa dire: “però, ho vissuto”. E’ un inno alla vita e, attraverso questo racconto, trascino ogni lettore con me. E’ come un grosso spettacolo in cui tutti, alla fine, siamo sul palcoscenico della vita e facciamo noi un grosso applauso ad essa”.
    Piermaria sa, soprattutto in questo particolare periodo dove il Covid-19 ha segnato un Paese intero, che “non è semplice la quotidianità ma, dobbiamo cercare di vivere al meglio”.
    “Le mie memorie sono un inno alla famiglia, agli affetti, all’amore anche alla sconfitta, alla delusione, al dolore. E’ un inno alla speranza, alla fiducia che questo nostro mondo non sarà sicuramente perfetto ma è quello che per ora abbiamo e va vissuto al meglio. Dobbiamo avere la capacità di saperci rialzare quando cadiamo a terra e sorridere. In questo mio primo libro, ho voluto raccontare un altrove, tutti noi abbiamo un luogo della memoria, dei pensieri, dei sogni e perchè non fare di tutto per realizzarli? Lo stesso Dante voleva una vita migliore e, attraverso un percorso di dolore e illuminato dalla speranza e dall’amore per Beatrice, alla fine è arrivato in Paradiso”.