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    Reggio Calabria – Alloggi popolari, Un mondo di mondi “bacchetta” l’amministrazione comunale

    “L’Amministrazione Falcomatà continua a negare il diritto fondamentale all’abitazione per i nuclei familiari che non hanno una casa e non possono permettersi un affitto. Questa scelta politica, che purtroppo sembra molto condivisa da partiti e movimenti politici, è oggi particolarmente grave perché viene applicata in un momento di grave crisi economica e di pandemia in cui è in netto aumento il numero delle famiglie che hanno bisogno di un alloggio”.

    Lo o afferma il Direttivo Un Mondo Di Mondi.
    “Non si vuole comprendere l’importanza fondamentale che ha il diritto fondamentale alla casa, che oltre a ricoprire un ruolo fondamentale in se garantisce tutti gli altri diritti fondamentali come la salute, l’istruzione, il lavoro e il reddito.
    Non aver garantito, in questi anni, l’alloggio adeguato a diverse centinaia di famiglie reggine con reddito molto basso ha prodotto una serie di effetti sociali molto gravi in termini di alloggio, di mancata istruzione dei minori, di salute pubblica, di disoccupazione, di reddito basso, di crisi dei nuclei familiari e di coesione sociale dell’intera comunità.
    Per chi ha sempre avuto una casa è difficile comprendere fino in fondo cosa significhi non averla. Il 27 luglio scorso, una famiglia di sei componenti con due figli di 11 e 3 anni è stata sfrattata per morosità incolpevole finendo sulla strada perché il Comune di Reggio Calabria non le ha assegnato un alloggio, nonostante fosse vincitrice della graduatoria di emergenze abitative. La famiglia da 24 giorni ha perso la casa dove ha abitato negli ultimi anni, ha perso ogni riferimento e relazione e non avendo la possibilità di un affitto è stata ospitata per pochi giorni dai parenti e poi si è dovuta trasferire da un parente all’altro come un “pacco postale” senza avere nessuna certezza di restare due giorni nello stesso posto. I due figli minori sono lontani dal quartiere dove sono cresciuti, dove hanno i loro amici, dove hanno frequentato la scuola e dove dovrebbero continuare a frequentarla tra un mese. Le conseguenze molto negative sul loro sviluppo psico-fisico sono evidenti. Questa famiglia vive i suoi giorni nell’incertezza assoluta e nella paura di non essere più tollerati dai parenti e quindi di finire improvvisamente sulla strada.

    Tutto questo e molto di più è determinato dalla negazione del diritto alla casa.
    Ma questi fatti sociali non sembrano interessare il settore degli alloggi popolari e nemmeno quello dei servizi sociali.
    Tuttavia in questi giorni i 22 Consiglieri comunali della Prima Commissione consiliare che stanno valutando la proposta di Bilancio di Previsione 2021- 2023 della Giunta comunale avrebbero la possibilità di cominciare a correggere questa grave scelta politica rimettendo sui binari della legalità la gestione economica del settore erp. Per farlo potrebbero sentire questa associazione e gli altri enti dell’Osservatorio sul disagio abitativo che hanno chiesto un’audizione il 18 maggio scorso e quindi potrebbero chiedere al Consiglio Comunale di destinare al settore alloggi popolari tutte le sue entrate ( circa 6 milioni di euro) che dal 2014 sono state accantonate dal Comune per il buco di bilancio. Potrebbero chiedere che queste somme vengano finalizzate, come previsto dalla normativa vigente, ad un piano dettagliato di manutenzione del patrimonio erp, alle spese di amministrazione del settore ed all’acquisto di nuovi alloggi da assegnare agli aventi diritto.
    Sarebbe un buon inizio per invertire la rotta e per avviare tutte le altre azioni necessarie che vanno dalle verifiche sull’intero patrimonio erp, all’attivazione degli 11 milioni di euro del Decreto Reggio per l’acquisto di nuovi alloggi, ai cambi alloggio, alle assegnazione per i nuclei familiari vincitori del bando 2005 e della graduatoria di emergenza abitativa”.