di Grazia Candido – E’ difficile dimenticare qualcuno che ti ha dato molto da ricordare. E Nino, Matteo e Marco, i tre giovani vigili del fuoco morti a Quargnento il 5 novembre 2019 nell’esplosione di una cascina, hanno lasciato un ricordo indelebile ai parenti, agli amici, ai colleghi di lavoro e anche a coloro che, pur non conoscendoli personalmente, ne hanno apprezzato in questi 20 mesi, doti e qualità morali grazie ai racconti di chi invece, li ha vissuti intensamente.
Alessandria, la città che aveva “adottato” il giovane reggino Nino Candido ha scelto, ieri pomeriggio, di rendere omaggio ai suoi tre eroi affinchè i loro nomi e, soprattutto, il loro operato non sia dimenticato e resti per sempre scolpito non solo nei cuori di un Paese intero ma nella toponomastica della città.
Tra commozione, lacrime e abbracci, è stata scoperta nella sede del Comando provinciale dei vigili del fuoco, nel campetto polifunzionale realizzato all’interno della caserma, una targa ricordo per Antonino Candido, Matteo Gastaldo, Marco Triches. Nella stessa giornata di ieri, alle tre vittime è stata intitolata anche la ciclopedonale – passeggiata oltre alla rotonda “Caduti dei Vigili del Fuoco”, vicino al Comando provinciale.

Alla commemorazione non sono voluti mancare i genitori di Nino, Maria Stella Ielo e Angelo Candido, stretti dal tenero abbraccio degli amministratori comunali di Quargnento e di Gavi (paese di Matteo Gastaldo), autorità civili e militari e dal capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo, superstite all’esplosione.
Le parole dei genitori sono struggenti, il dolore si alimenta ogni giorno e non trova alcun sollievo. Nessuna pacca sulla spalla, nessun abbraccio, nessuna parola detta può consolare quelle mamme che, ancora oggi, non possono accettare che Nino, Matteo e Marco non siano più con loro. Non sarà l’intitolazione di una via o di un qualsiasi spazio urbano ad alleviare l’immenso dolore dei parenti delle vittime ma, sicuramente, sapere che il sacificio dei loro ragazzi non è stato vano forse, aiuterà i genitori ad andare avanti.

Subito dopo la tragedia, anche Reggio Calabria si era mobilitata per intitolare una via al giovane Nino Candido, precisamente il primo tratto del viale Europa dove è allocato il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ma, ad oggi, i lavori sono fermi come pure l’iter. La comunità sollecita le istituzione affinchè sia dato seguito e mantenuta la promessa fatta dagli amministratori locali perchè sono i piccoli gesti che possono dare un conforto quotidiano a chi nella vita ha perso una parte di sè. E per una madre perdere un figlio è una mutilazione, una ferita che non guarirà mai, è come morire due volte. La comunità reggina, così come quella alessandrina, non vuole dimenticare chi è morto per amore di quella divisa, sa di non poter colmare il vuoto lasciato da Nino, Matteo e Marco ai loro cari ma di una cosa è certa e lotterà sino alla fine: non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.








