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    La magia e l’incanto dei suoni di Bahia in “Cores Do Brasil”

    Si arricchisce il viaggio di “Cores Do Brasil”, il podcast audio – video di musica e cultura brasiliana in onda su Radio Touring 104 e video Touring 655, oltre che sulla piattaforma mixcloud per il programma audio e Dailymotion per la versione video. In questa puntata, curata sempre dal giornalista Domenico Grillone, si parte, infatti, ad analizzare, sia pure in maniera estremamente sintetica, l’anima musicale, molto complessa, dello Stato brasiliano di Bahia, considerata la regione più nera dell’intero Brasile.

    Bahia è il cuore del Candomblè, antico culto animista, eredità degli schiavi africani deportati dalla loro madre terra per essere impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero, di tabacco e di cacao.

    Quindi, da qui si deduce, così come spiega Domenico Grillone, che la musica brasiliana è figlia dell’Africa quanto dell’Europa, come del Brasile stesso. I ritmi africani hanno nutrito la ritualità religiosa degli schiavi adoratori del pantheon degli Orixas, le divinità delle tante religioni sincretiche, compreso lo stesso Candomblé. Ritmi che arrivano sino ad oggi dove si manifestano in forme più o meno pure e dove contemporaneamente costituiscono la radice dei ritmi moderni del Brasile. Ed è in questo contesto che la musica proposta da Cores do Brasil spazia inevitabilmente da un suono ispirato alle religioni africane, i ritmi del samba e della musica afrobrasiliana influenzata anche dalla musica pop, pop, rock, reggae, funky e musica caraibica.
    “D’altronde il Brasile è un territorio vasto, pregno di realtà culturali, usi, costumi, ritmi e canti – sottolinea il giornalista reggino – e la sua musica proviene in maniera significativa da tre elementi: gli Indios, ovvero il reale popolo brasiliano, quello originale; gli europei che hanno colonizzato questa terra imponendo la propria cultura; gli africani, vittime della deportazione e dello schiavismo, soprattutto dei portoghesi; prelevati da diverse zone dell’Africa e scelti per caratteristiche fisiche, subendo a tal modo un processo di schiavizzazione e sradicamento dalla propria terra e cultura. Ed è proprio grazie all’incontro di questi tre elementi che la capitale, Salvador de Bahia, da sempre è considerata una delle città più musicali del pianeta”.

    Nel corso del programma il giornalista Grillone presenta poco più di una manciata di brani per un universo musicale, quello di Bahia, per il quale occorrerebbe almeno un libro intero per descriverlo, ed un tempo indefinito per ascoltare tutte le influenze di un fenomeno musicale indipendente dalle grandi “metropoli culturali” e con forti influenze all’interno della musica dell’intero Paese: la musica spazia dagli Olodum, gruppo ormai entrato nel mito della musica brasiliana, fondato a Salvador de Bahia, la capitale dello Stato, agli inizi degli anni ’70, passando per Caetano Veloso, una delle stelle più importanti della Mpb, Mariene De Castro, altra bahiana doc, cantante e cantautrice con oltre 25 anni di carriera, e poi Virginia Rodrigues, cantante per la quale si scomodò nel 1998 il New York Times, definendola come “una delle più impressionanti cantanti sorte negli ultimi anni”. Si continua con artisti più o meno emergenti come Luedji Luna, il suo ultimo anno è stato indicato nel 2020 in quattro categorie del premio Women’s Music Event, e poi Jauperi, uno dei più prestigiosi cantanti e compositori brasiliani, Carlinhos Brown, celebre componente del supergruppo Tribalistas e considerato il miglior percussionista verdeoro e il grande Gilberto Gil, presente con due brani nella selezione musicale di Cores do Brasil.
    La copertina del programma, una splendida opera grafica che interpreta alla perfezione la cultura di Bahia, è opera del Maestro Nino Attinà, autore di quasi tutte le copertine di Cores do Brasil, mentre le foto a corredo dell’articolo sono state gentilmente concesse dalla fotografa bahiana Andrea Lima.
    Buon ascolto!