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Scaffidi: “A breve apriamo ospedale Covid a Melito. Dalla Triade prima di me il nulla”

26 Aprile 2021
in Primo piano, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
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di Grazia Candido –  Gianluigi Scaffidi, nuovo commissario dell’Asp di Reggio Calabria, durante la diretta di questo pomeriggio  “DueUnoUno”di Strill, condotta da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, on line sulla web station della testata (clicca qui per il video integrale https://www.facebook.com/64449123293/videos/212548126964126) fa il punto della situazione sul Covid-19, sulla campagna per la vaccinazione, su un “passato sanitario-amministrativo” molto difficile da mandare giù e sul risanamento delle casse dell’azienda “molto provata e messa in ginocchio da anni di mala gestione”.

“Un anno fa, durante il primo lockdown, eravamo convinti che sarebbe andato tutto bene, lo cantavamo dai balconi e nessuno si immaginava che questa storia, oggi, continuasse a durare e durerà purtroppo, per molto tempo – esordisce il neo Commissario -. Siamo diventati meno altruisti, più egoisti, più cattivi, uno contro l’altro, i medici contro gli imprenditori e gli imprenditori contro i medici, i Governi contro tutti. Registriamo ogni giorno, molta superficialità da parte di alcune categorie di cittadini, di giovani che si assembrano per le vie della città. Ci vorrebbe molta più consapevolezza e rispetto”.
Il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale parla del suo rapporto costruito nel tempo con il commissario straordinario del Gom, Jole Fantozzi con la quale “lavora in piena sinergia a differenza di chi mi aveva preceduto che, invece, ha alzato un muro d’acciaio”.
“Non c’era alcuna comunicazione e io sono stato il protagonista di questa contrapposizione – ci tiene a precisarlo Scaffidi -. Sino a un mese fa, ho collaborato gratuitamente con il Commissario Fantozzi e, in questi ultimi tempi, ho provato a dialogare con la Triade Commissariale ma mi sbattevano la porta in faccia. L’Asp era gestita come un dopolavoro: venivano il martedì e giovedì e poi nulla”.


Il neo commissario ci tiene a precisare che “attualmente, in ospedale ci sono 106 posti di degenza in area Covid e 14, 16 posti in terapia intensiva”.
“Questa mattina sono stati inviati alcuni pazienti a Gioia Tauro con una bassa intensità di cura. Il problema è che i posti al Gom stanno per finire e se devo mandare un cittadino di Locri in terapia intensiva o in reparto Covid  oggi, lo dovrei ricoverare a Palermo. Abbiamo ricevuto 10, 14 pazienti da Cosenza e, nonostante sia passato un anno, in 4 giorni aprirò io a Locri quattro stanze perché di fronte a cittadini che rischiano di morire e per essere curati devono andare a Palermo, non mi tiro indietro. Avremmo potuto fare di meglio e se si fosse messo all’opera chi mi ha preceduto, sicuramente non saremmo così oggi ma non possiamo piangere sul latte versato. Bisogna darsi da fare ed entro mercoledì, dopo i sopralluoghi fatti con il dottor Domenico Minniti visto che a Polistena non è possibile strutturalmente fare un punto Covid con posti letto e percorsi idonei per pazienti positivi, ci siamo orientati su Locri e Melito. L’Asp decide la creazione dei punti Covid  nel rispetto delle comunità locali, mentre il Commissario alla sanità regionale ha il ruolo di trovare altri posti letto da attivare cosa che sto facendo”.
Il dottore Scaffidi però, nella sua analisi e ammissioni di colpe pregresse, “non sue”, ricorda “il decreto dell’ex presidente regionale Jole Santelli datato 11 marzo 2020 che poneva l’obbligo di realizzare 100 posti letto tra Melito, Locri e Gioia Tauro ed, ovviamente, ciò era di competenza dell’Asp”.


“Ma non è successo nulla. A Gioia Tauro siamo riusciti a fare 40 posti letto per l’insistenza del Gom e grazie all’opera del Prefetto che ha convinto la Commissione prefettizia ad aprire questi 40 posti – afferma il Commissario dell’Asp -. Però, sono 40 posti a bassa intensità di cure: sono, come le chiamo io, “dimissioni protette”, ossia gente che sta tre o quattro giorni e può andare a casa perché il tampone si negativizza. Ma ci manca la struttura per i pazienti malati di Covid di primo impatto e per questo se ne deve occupare l’Asp. C’è da dire che qualcuno della Commissione prefettizia ha fatto carriera ed è stato nominato pure prefetto. Ma queste sono le cose strane del nostro Paese. Sicuramente, tra le tante cose che farò, sarà mia premura chiedere al Commissario ad acta a Roma, l’assunzione di personale perché siamo ancora incastrati nel Piano di rientro e dobbiamo investire per salvare le vite. Per anni e anni, ci hanno illuso che avevamo un grande servizio nazionale e non hanno fatto altro i Governi, soprattutto quello di Renzi, di tagliare. Ora, non abbiamo personale sufficiente. Al Gom abbiamo fronteggiato l’emergenza impiegando medici di tutte le specialità e intendo, nefrologi, ematologi, dermatologi, tutti sono andati a contribuire per combattere il Covid. Sto lavorando per creare all’ospedale di Melito 20, 30 posti di degenza per una sub-intensiva perché c’è necessità assoluta di dare una mano al Gom. E se servirà abbatterò le resistenze registrate a Locri ”.
Altro punto fondamentale è la vaccinazione e il commissario ribadisce che “tutto deve passare nella piattaforma regionale e dall’inizio della prossima settimana, partiranno squadre per andare a domicilio a fare la vaccinazione ai pazienti più fragili. Si andrà con le USCA (Unità speciali di continuità assistenziale) agli indirizzi che ci comunicherà la piattaforma e si vaccineranno i soggetti più a rischio”.
“Registriamo un rifiuto del 30% per quanto riguarda la somministrazione dell’Astrazeneca e le dosi non utilizzate le teniamo in frigo. Però, le dosi hanno una scadenza e sarebbe un peccato usarle questa estate come abbronzanti – ci scherza su il commissario -. Io ribadisco che in medicina il rischio zero non esiste e capisco bene che Astrazeneca ha avuto qualche problemino in più rispetto agli altri vaccini, oltre che una pessima comunicazione. Però, in questi due giorni di Vax day è andato bene e ho registrato una buona affluenza. Certo, parlano di lentezza per la somministrazione dei vaccini ma non dobbiamo sottovalutare un dato importante: il numero di vaccini che ci vengono consegnati. Le regole del distanziamento, l’igienizzazione delle mani e la mascherina sono fondamentali nonostante sia stato fatto il vaccino”.
Il Commissario si indigna contro “coloro che non  vogliono fare funzionare la sanità pubblica per favorire quella privata” e ribadisce che “la sanità privata è un qualcosa di integrativo alla sanità pubblica. Io non sono contro la sanità privata ma bisogna perseguire e far pagare chi ha ridotto così la sanità pubblica perché si vede che aveva qualche interesse nel privato”.
“Il cittadino ha il diritto di sapere chi gestisce la sua salute, che faccia ha, come la pensa e cosa dice e i media hanno il diritto-dovere di dire le cose come stanno – conclude Scaffidi -. Abbiamo bisogno di una buona politica che lavori insieme, al di là degli steccati di partito. La Calabria da anni, è sotto finanziata rispetto ai diritti che ha e a questo sottofinanziamento dobbiamo aggiungere 320 milioni che, oggi, vanno al Nord perché la gente pensa di non potersi curare qui e si rivolge ad altri ospedali. Continuare a pensare che si debba ancora tagliare, vuol dire condannare i calabresi a un sistema sanitario ridotto. Il mio impegno è totale, come lo è il mio amore per la città”.

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