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    Reggio Calabria – Autismo, mamma Angela: “I nostri figli non sono carte ma bambini”

    di Grazia Candido –  Si stringono forte alle mamme, non staccano la loro mano da quella del proprio genitore al quale si aggrappano percependo la disperazione di chi è stanco ma non vuole mollare e continua a lottare per un sacrosanto diritto: la salute.

    Sono i bambini dell’associazione “Il volo delle farfalle – Evoluzione autismo”, oggi di nuovo in via Diana, fuori la sede dell’Asp, a sostenere le mamme “guerriere”, quelle donne che, oramai da troppo tempo, chiedono di poter garantire ai lori bambini autistici le terapie quotidiane.
    Angela Villani, vice presidente dell’associazione e mamma del piccolo Matteo, più volte è scesa in piazza per urlare, denunciare e capire perché “pur essendoci una sentenza del Tribunale del 18 febbraio 2019 che riconosce e impone all’Asp, l’erogazione delle terapie ABA, che è l’approccio più efficace all’autismo, per il piccolo Matteo, dopo un minimo contributo rimborsato dall’Asp qualche tempo fa, oggi, si è di nuovo al punto di partenza”.
    “Sono cardiopatica grazie a voi – urla mamma Angela -. Due anni di lotte, di porte chiuse, di promesse mai mantenute e, nonostante le prese in giro, mi sono sempre posta con educazione e rispetto. In un Paese come il nostro dove si parla di legalità, di inclusione, di proteggere i fragili, come si può accettare che non sia considerata un’ordinanza del Tribunale o meglio, che si dica non valida. Un’ordinanza è legge e da qui, oggi, non me ne vado perché a me non serve un colloquio ma una certezza. Ci hanno impedito di depositare le fatture delle spese da noi sostenute in questi mesi, in quanto l’attuale Commissario straordinario vuole rivedere la situazione”.
    Mamma Angela con la voce rotta dal pianto e dalla frustrazione di non poter più economicamente aiutare il suo bambino, ribadisce che “dopo le tante battaglie legali, l’azienda sanitaria ha pagato solo due volte le fatture delle terapie di Matteo mentre agli altri genitori non è stato rimborsato nulla” e “questo temporeggiare, il dire e non dire, è una presa in giro per noi genitori che non possiamo più accettare di sentirci dire dai dipendenti dell’azienda “io non so niente”.
    “Quelli che dicono che non si può fare nulla, hanno firmato un protocollo di intesa ma che non viene rispettato – tuona Angela -. Io non posso pagare le terapie a mio figlio e come me, tanti altri genitori non ce la fanno più. Non posso far morire il mio Matteo e non lo chiuderò in una struttura psichiatrica perché non ho la possibilità economica di garantirgli le cure che sono dovute per legge. Che lo dicono a loro, ai nostri bambini, che questa ordinanza non è valida. Ho sempre avuto rispetto per la legge e la rispettino pure loro. Noi stiamo subendo le loro scelte, siamo umiliati, ci sentiamo persi. Abbiamo fatto prestiti, venduto tutto ciò che avevamo per assicurare ai nostri bimbi le terapie, quelle terapie che l’Asp deve pagare”.
    I passanti si stringono a quel dolore di dolci mamme che non chiedono pietà ma giustizia e che provano a far capire a chi amministra che il compito di un genitore è insegnare ai figli ad andare avanti senza di loro e per le persone autistiche questa è una impresa molto difficile se non riescono ad acquisire l’autonomia sin da bambini.
    “L’Asp deve fare la sua parte, io sto morendo e lo farò qui perché devono vedere come sta un genitore con un figlio disabile. Ci sono 15 famiglie che aspettano e ce ne sono tante altre che vogliono sapere cosa devono fare. Dobbiamo buttare i nostri figli? – domanda Angela rivolgendo lo sguardo verso la finestra del Commissario straordinario -. I disabili sono considerati un pacco del genitore ma non è così: il disabile è una persona con diritti come tutti gli altri e i nostri bimbi hanno il diritto all’infanzia però, se non fanno le cure, non potranno mai rapportarsi con il mondo. Io non sono come loro, dico la verità e le carte lo dimostrano. Ci prendono in giro e ci dicono che non possono fare favori personali. Nessuno chiede favori personali, è un nostro diritto. I nostri sono bambini come tutti gli altri. I nostri figli non sono carte ma bambini”.
    Martedì prossimo, il 4 Maggio, alle ore 10, le mamme avranno un incontro con il neo commissario dell’ASP Gianluigi Scaffidi.