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Reggio Calabria – Brogli elettorali, Bombardieri: “Mancanza di controllo della macchina burocratica, sciatteria amministrativa”

3 Marzo 2021
in In evidenza, Primo piano, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Grazia Candido – Brogli elettorali, Palazzo San Giorgio trema. Continua imperterrito il lavoro della Digos della Questura coordinata dalla locale Procura della Repubblica, sui brogli elettorali al Comune di Reggio Calabria e, questa mattina, sono state eseguite sei misure cautelari per “alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico ed abuso d’ufficio”.

Dei sei soggetti, cinque appartenenti all’entourage dell’ex consigliere del Pd Nino Castorina già coinvolto nel dicembre scorso nell’inchiesta insieme ad un presidente di seggio, Carmelo Giustra, sono stati posti agli arresti domiciliari mentre per un funzionario amministrativo è stata disposta la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico.
Ricordiamo che Castorina nelle precedenti elezioni aveva riportato oltre 1.500 preferenze, risultando il più votato fra i componenti dell’assemblea comunale. A rivelare agli inquirenti il sistema che avrebbe consentito di alterare il voto nella sua sezione elettorale è stato proprio il presidente di seggio Giustra, arrestato a dicembre assieme all’esponente Dem, destinatario oggi di una nuova ordinanza.
“L’attività odierna si inserisce nel solco di indagini investigative sui brogli elettorali alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020 e riguarda un gruppo di soggetti che faceva parte al consigliere Castorina – esordisce il questore Bruno Megale – . Un secondo step che evidenzia un sistema collaudato al quale faceva capo l’ex consigliere comunale e riguarda brogli elettorali documentati che impongono una verifica puntuale non solo sulle singole azioni ma su tutte le altre sezioni. Come cittadino reggino spero che questa attività possa restituire fiducia alla comunità che deve sapere che ci siamo e le indagini sono ancora in corso. Ci vuole tempo, ma abbiamo una squadra della Digos puntigliosa che si sta occupando di tutta questa vicenda”.
Il procuratore Giovanni Bombardieri dopo aver “ringraziato la Digos per il lavoro complesso e articolato portato avanti da una squadra di investigatori che si sta impegnando al massimo e anche la velocità della risposta che ci fornisce l’ufficio Gip”, sciorina alcuni dettagli del racconto di “Giustra nominato presidente di seggio e con il quale Castorina aveva un vero accordo”.
“Giustra ha reso delle dichiarazioni che hanno ricostruito tutti i passaggi organizzativi della sua condotta – afferma il Procuratore capo – Fu proprio Castorina a consegnare al Giustra la nomina direttamente nella sua segreteria il venerdì prima delle elezioni mentre un’altra persona incontrata all’interno della segreteria del consigliere comunale, gli avrebbe dato una lista di nomi di anziani con i rispettivi numeri di duplicati delle tessere elettorali e Giustra avrebbe dovuto inserire nel registro del seggio. Una serie di vicende che erano alla base di questo sistema, ci hanno mostrato l’alterazione del voto e abbiamo ricostruito le illegalità del Castorina e il modus operandi dello stesso e dei suoi collaboratori”.
Il Procuratore della Repubblica parla di una “macchina elettorale ben collaudata che ha creato le condizioni per cui Castorina poteva essere espressione di voto” ma anche, si sofferma sulla posizione dell’attuale assessore comunale “Demetrio Delfino (al tempo era presidente del Consiglio comunale) seppur non destinatario di misura cautelare, è indagato per abuso d’ufficio per aver ratificato con una nota l’autonomina a componente della commissione elettorale di Castorina mentre per quanto riguarda i membri dello staff del sindaco avrebbero dovuto avere maggiore attenzione”.
“Dalle indagini si evidenzia la mancanza di controllo della macchina burocratica, una sciatteria amministrativa, la partecipazione funzionale a dei vantaggi personali e l’arroganza di soggetti  che hanno nominato scrutatori in maniera illegittima con indicazione del seggio dove erano stati destinati – puntualizza Bombardieri –. Certo, i piani di responsabilità sono diversi per i vari soggetti, sicuramente quello avvenuto il 20 e il 21 settembre non è un fatto estemporaneo ed è evidente la presenza di un presidente e scrutatori compiacenti nel seggio che hanno consentito a Castorina di fare ciò che più gli era necessario”.
Il Procuratore vicario Gerardo Dominijanni si sofferma su quel “sistema che nasce non nell’immediatezza delle elezioni del 2020 ma precedentemente ed è un sistema che poteva essere contrastato all’interno dell’amministrazione comunale”.
“Se prima la Commissione sorteggia gli scrutatori quando entra Castorina, la parola sorteggio scompare e gli scrutatori vengono nominati tramite il consigliere – conclude Dominijanni– . Il secondo sistema è la nomina del presidente del seggio con una delega illegittima al Castorina ma quello che ci ha colpito è che tutto questo venga nell’inerzia di una Commissione elettorale che non si preoccupa di tale nomina e uno staff del sindaco che prende atto di questa vicenda ma non fa nulla. Quello che si è verificato con Castorina, è il frutto di un sistema di mancata verifica di controllo delle elezioni che deve far riflettere sul controllo tecnico delle votazioni per non alterare la volontà popolare”.

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