• Home / Primo piano / Rifiuti: alto rischio epidemia nel silenzio degli incoscienti

    Rifiuti: alto rischio epidemia nel silenzio degli incoscienti

    Ci sono tanti modi attraverso i quali si può tenere un comportamento da incoscienti. Probabilmente il più subdolo e il più pericoloso è rimanere in silenzio di fronte a un gravissimo pericolo per la sicurezza pubblica.
    Ora, ad esempio, immaginate lo scenario se di fronte all’avanzare del coronavirus, nello scorso mese di Marzo, le Istituzioni nazionali e regionali fossero state mute. L’apocalisse sarebbe arrivata in un attimo.
    Bene, la situazione-rifiuti, in Calabria e a Reggio sta ponendo la gente di fronte a un rischio ben maggiore di quello – fin qui assai modesto sul nostro territorio – derivante dal Covid 19.
    Sono centinaia e centinaia le tonnellate di rifiuti che, ormai, da quasi un mese giacciono per le strade senza che vengano raccolte.
    Il rischio malattie epidemiche è a un passo (e qua non è un’ipotesi come per il Covid, siamo assai vicini alla certezza), ma da parte dei vertici regionali e anche da parte dell’assessore mascherato non arriva un fiato.
    Il Sindaco Falcomatà, invece, parla quotidianamente e muove accuse pesanti nei confronti della Regione Calabria, in termini fattuali.
    Per capire come stanno esattamente le cose ci si attende – da settimane – una o più risposte dalla Regione.
    Ma nè la Santelli (magari da una qualunque delle trasmissioni televisive nelle quali è ospite fissa), nè l’assessore mascherato (al quale, evidentemente, viene scomodo parlare da mascherato) ritengono i Calabresi degni di una parola qualunque sul tema.
    I Calabresi, a questo punto, oltre ad aver diritto a vivere in un contesto civile e non ad alto rischio per la salute collettiva, hanno anche il sacrosanto diritto di sapere se quanto affermano i Sindaci (cioè un’inerzia assoluta della Regione Calabria) risponda al vero e in che misura.
    Questi silenzi, francamente, in realtà somigliano tanto a una risposta, al pari del fatto che la situazione generale permane, anzi cresce giorno dopo giorno, nella sua gravità estrema.
    Anche un bambino piccolo comprenderebbe che lo stato di cose generale, l’implosione del sistema, è frutto di decenni di gestione scellerata, ma, a sua volta, anche il fratellino ancora più piccolo capirebbe che la risoluzione immediata del problema, oggi, compete, invece, a chi nell’anno del Signore 2020 la Calabria amministra e si gloria del ruolo che ha scelto (con maschere o senza).
    Le discariche regionali continuano ad essere chiuse, la spazzatura si ammassa sulle strade e nessuno muove un dito.
    Non vorremmo che, ai primi casi di epidemia, qualcuno parlasse di “volontà di Dio”.
    Ecco, in quel caso sarà meglio il silenzio.
    Degli incoscienti.
    (gibbì)