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    Reggio Calabria – Su il sipario per la doppia stagione artistica dell’Oda

    di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Si riaccendono le luci del teatro “Francesco Cilea” e ad aprire il sipario il prossimo 26 ottobre, ci penserà l’Officina dell’Arte con lo spettacolo “Papà perché lo hai fatto” di Maurizio Battista.

    Una kermesse caratterizzata da nove spettacoli con grandi nomi del panorama del teatro, della televisione e del cinema (Federico Perrotta, Valentina Olla, Gennaro Calabrese, Flavio Insinna, Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi, Samuela Sardi, Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia e tanti altri) pronti a calcare la massima culla dell’arte reggina e, soprattutto, a strappare tantissime risate al pubblico di Reggio.
    “Siamo arrivati al quinto anno e, questa volta, l’Officina dell’Arte ha deciso di raddoppiare la sua offerta artistica – afferma l’attore Peppe Piromalli – Oltre al teatro “Cilea”, cercheremo di dare vita al cine-teatro Metropolitano, una sala ristrutturata di 100 posti, nel cuore della città dove ho invitato tanti amici, protagonisti di questa nuova follia artistica”.
    L’attore Piromalli ci tiene anche a precisare per gli abbonati che lo spettacolo “A testa in giù” con Emilio Solfrizzi (in programma l’8 gennaio 2020 a causa della cancellazione della tournèe) è stato sostituito con un altro grande e atteso show “La macchina della felicità” con Flavio Insinna in scena l’11 gennaio e l’importanza della sinergia con il Kiwanis Club per aiutare i più bisognosi.
    “L’Officina dell’Arte dalla sua istituzione, ha sempre volto lo sguardo ai meno fortunati di noi, ai nostri bambini autistici che devono avere il sostegno della comunità e delle istituzioni – aggiunge il direttore artistico dell’Oda Piromalli – La solidarietà non è dare ma agire contro le ingiustizie e, grazie all’arte, proviamo ad abbattere e schiacciare tutto quello che non va in questa vita. Proprio l’arte ti ricorda che ne hai una da vivere intensamente senza rimorsi”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda, l’editore di Radio Touring Santo Frascati che sostiene “con estrema naturalezza il progetto meritevole di Piromalli” e il segretario del Kiwanis Eugenio Chisari pronto insieme al suo team, al nuovo progetto sociale a sostegno del prossimo.
    Presente l’attore Marco Cavallaro, uno dei protagonisti della stagione al cine-teatro “Il Metropolitano” (aprirà lui gli spettacoli teatrali l’8 e 9 novembre con lo show “Una serata come viene”) e nel definire il direttore artistico dell’Oda “un mecenate che, quest’anno, ha raddoppiato la sua follia con due stagioni di spessore e contenuti” non cela lo stupore “di registrare nuovamente una risposta positiva da parte del pubblico reggino che dimostra di aver fame di cultura”.
    “Siamo un Paese che ha sempre vissuto di arte e se il Cilea di Reggio Calabria è pieno vuol dire che la gente ha bisogno di venire a teatro – aggiunge l’attore siciliano Cavallaro – Certo, sarebbe opportuno che venissero coinvolte di più le scuole, i giovani devono imparare a respirare, condividere e vivere il teatro fondamentale per la loro crescita”.
    Un pensiero che trova il sostegno del primo cittadino Giuseppe Falcomatà che ricorda un figlio di questa terra prematuramente scomparso, il compianto Giacomo Battaglia, al quale l’Officina dell’Arte ha dedicato la sua quinta stagione coniando il suo motto “Chi non ride è fuori moda”.
    “Quando Peppe ha iniziato il suo porgetto artistico, ci siamo tutti imbarcati in questa avventura e, nonostante, in molti dicevano che non sarebbe durata molto, superando tutti i problemi, siamo riusciti a creare ogni anno, una stagione teatrale impegnativa e sempre scandita dal tutto esaurito – afferma il sindaco – La cultura è l’arma dello sviluppo e deve essere sostenuta sotto tutti i punti di vista. La Città Metropolitana sostiene la stagione dell’Officina dell’Arte perché questa città ha fame di cultura. Inoltre, diamo un motivo in più ai nostri cittadini di uscire fuori casa e andare a teatro per staccare dalle problematiche quotidiane, distrarsi ma soprattutto, per vivere Reggio anche negli orari notturni. Una città più viva è una città anche più sicura. La scelta di Piromalli di creare una seconda stagione al Metropolitano, teatro situato nei pressi della stazione, in una zona particolarmente attenzionata dalle Forze dell’ordine, è sicuramente un’idea innovativa e di integrazione a livello sociale. Reggio ha due teatri, luoghi sacri, ma è importante che il cittadino capisca che il Cilea non è un bene del Comune ma è un bene comune”.