Mimmo Riace, dopo undici mesi dove non poteva farlo, è tornato a Riace. L’autorità giudiziaria di Locri gli aveva imposto di restare lontano dal suo paese dopo i noti fatti relativi al suo modello d’integrazione finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura e oggi oggetto di processo.
Ha parlato in una conferenza ai giornalisti e, secondo quanto riporta l’Ansa, il suono delle campane che a lungo ha disturbato la sua conferenza.
Lui ha una chiave di lettura ciara: “Il parroco del Paese lo fa di proposito. Del resto lui alle ultime elezioni ha votato per lal ista della Lega”.
Lucano ha colto l’occasione per ribadire di essere “stato accusato e manato sotto processo per reati che non ha affatto commesso”.
Pretende che al più presto si faccia chiarezza e risposte chiare. A ciò aggiunge qualche domanda: “Qui a Riace è arrivato, negli ultimi dieci anni, il mondo intero tessendo lodi. Com’è possibile, allora, che a Riace sia stato compiuto quello che la Prefettura di Reggio Calabria e la magistratura hanno ipotizzato. Io con l’anima e il cuore ho cercato di non fare solo il semplice sindaco che si mette la fascia e basta ma di creare una realtà diversa, di far emergere, con accoglienza e ospitalità, un territorio fin troppo bistrattato e abbandonato dallo Stato da decenni”.





