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Psichiatria – In Calabria è la sanità dolente

1 Luglio 2019
in Primo piano, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Interdetto dalla professione responsabile ambulatorio oncologico Casa della Salute di Scilla

Riceviamo e pubblichiamo la nota delle organizzazioni della Cooperazione e degli istituti Religiosi che gestiscono servizi socio-sanitari

 

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri

– Al Ministro della Salute –  Al commissario alla sanita’ Regione Calabria – Al Prefetto della  citta’ di Reggio Calabria

E’ da tempo che la Calabria recita il ruolo di Cenerentola nel panorama della  Sanità in Italia: spese ingiustificabilmente alte a fronte di servizi di  qualità dubbia, o peggio. Nella psichiatria però la Regione Calabria “vanta” anche il primato di  fanalino di coda  per ciò che concerne la spesa pro capite: pochi posti nel residenziale, assenza pressochè totale di centri riabilitativi semiresidenziali.

Orbene un’azione di risanamento della Sanità, in una regione già  flagellata da scelte scellerate, non può prescindere da un’azione di riqualificazione della spesa, dove vanno eliminati gli evidentissimi sprechi, ma al contempo tutelati i bisogni della popolazione, in particolare delle fasce deboli, quali i soggetti in trattamento psichiatrico. Nell’area della provincia di Reggio Calabria nel 1990  è stato completato ( tra i primi in Italia) il processo di chiusura dell’Ospedale Psichiatrico, con l’avvio di strutture residenziali riabilitative in linea con i principi della legge Basaglia. Ma nel tempo scelte inadeguate del governo regionale e dell’azienda sanitaria hanno segnato passi indietro. Nel 2015 la Regione Calabria ( e l’ASP competente) avevano stabilito un percorso che avrebbe dovuto condurre all’accreditamento delle strutture esistenti entro il 2016, tutelando gli utenti,  i posti letto preesistenti, i livelli e le professionalità operanti nel settore. Mentre i soggetti del privato sociale impegnati nella gestione dei servizi hanno effettuato ingenti investimenti per adeguarsi alle linee guida dettate dall’ente pubblico, l’incapacità della pubblica amministrazione ha fatto si che il percorso rimanesse incompleto.

Pur riconoscendo come  l’attuale struttura  Commissariale della Regione attraverso il Decreto n. 91 del 10/06/19  abbia creato alcuni presupposti per una positiva soluzione della vicenda, l’ASP 5, non tenendo conto delle indicazioni del decreto medesimo,  ha prodotto,  attraverso  la Delibera n. 321 del 26/06/19   delle scelte che, se  attuate, determineranno conseguenze devastanti sia per ciò che concerne i servizi erogati all’utenza, sia per ciò che concerne le risorse umane e professionali impegnate nel servizio.

Focalizzando l’attenzione sull’area della città di Reggio Calabria e zone limitrofe  (sicuramente la più importante per numero e densità della popolazione) si registra un dimezzamento dei posti nelle unità residenziali con servizio nelle 24 ore ( dai 170 esistenti si passa a 84 ) mentre non si provvede all’attivazione dei “Centri Diurni”, esistenti in tutte le Regioni italiane  come previsti dalle normative  nazionali; nella fattispecie si spacciano come centri diurni le strutture sanitarie-ambulatoriali il cui fine è certamente importante, ma altrettanto certamente complementare a quello riabilitativo dei “Centri Diurni”.

Facilmente immaginabili le conseguenze sull’utenza, che sarà costretta ad “emigrare” per trovare risposte ai propri bisogni. Per ognuna delle 6 strutture miste “superstiti” ( diverse sono state già gcostrette a chiudere)  il numero di posti letto si riduce da 20 a sole 12 unità.  Catastrofiche le conseguenze sull’occupazione: gli 84 posti previsti, anche in conseguenza  degli standard di personale inconscientemente ridotti dalle amministrazioni della Regione Calabria, porteranno a ridurre l’occupazione degli educatori e degli Operatori Socio Sanitari  a sole  30 unità ( 22 OSS, 8 educatori ) a fronte degli 88 storicamente impiegati nei ruoli di Educatore/coordinatore/OSS/istruttore. Un dramma per più di 50 famiglie, la quasi totalità mono reddito, che resteranno senza entrata alcuna.

Le scriventi organizzazioni nel richiamare le istituzioni a compiere i doveri a cui è chiamata a rispondere la Pubblica Amministrazione sul piano del diritto alla salute da parte dell’utenza e della salvaguardia dei livelli occupazionali e professionali, chiede l’immediata attivazione da parte dei destinatari in indirizzo affinchè vengano  modificati ed  integrati il DCA n.91 e la delibera n. 321.

Al Commissario alla Sanità della Regione Calabria, in considerazione di ciò ed anche della Sua manifestata disponibilità al dialogo,   si chiede la convocazione per un incontro urgentissimo, nella settimana corrente,  fra le parti, ai fini di trovare una soluzione condivisa.

Si preannuncia che, in mancanza di riscontro, verranno restituite le “ chiavi” delle strutture psichiatriche a S.E. il Prefetto, entro e non oltre il 20/07/2019, riservandosi altresì ogni diritto ed azione, nonchè di vigilare riguardo il destino degli utenti e dei lavoratori impegnati nel servizio,  agendo fattivamente e collettivamente con ogni strumento democratico .

 

 

 

ARIS –  ASSOCIAZIONE RELIGIOSA ISTITUTI SOCIO SANITARI

Prof. Piero Siclari

 

LEGA DELLE COOPERATIVE

Dott. Lorenzo Sibio

 

CONFCOOPERATIVE

Dott. Saverio Principe

 

UNCI – UNIONE NAZIONALE COOPERATIVE ITALIANE

Dott. Saverio Sergi

 

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