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    Reggio Calabria, incendio ex emeroteca, dura condanna del prefetto Di Bari

    Reggio Calabria – Il prefetto Di Bari saluta la città

    Il cinque di settembre del 2016 quando iniziai a conoscere la realtà reggina, a sentirne i profumi, ad ammirare le tante persone che con fatica sfidano insidie e difficoltà per restare nei luoghi di nascita mai avrei immaginato che il distacco sarebbe stato commovente e per certi versi malinconico.
    Sono stato segnato dalla bellezza dei borghi con le loro tradizioni, dalla storia  dei territori, dal solidale associazionismo e dal volontariato maturo e generoso, dalle comunità con i Suoi amministratori locali che si spingono per realizzare processi di cambiamento e per aggredire paure e rassegnazione, cercando di creare opportunità di crescita e di sviluppo.

    Nel messaggio con cui mi presentai alla Città metropolitana oltre due anni e mezzo fa riportai una citazione di Ernest Hemingway  “dobbiamo abituarci all’idea che ai più importanti bivi della nostra vita non c’è segnaletica”.
    Una espressione che si è rivelata oltre che profetica di stringente attualità poiché le tematiche affrontate nelle aree tirreniche,  ioniche, grecaniche, aspromontane e della Locride sono apparse particolarmente difficili.
    E allora come dimenticare la “ Ciambra” di Gioia Tauro, la baraccopoli di San Ferdinando, il quartiere Arghillà di Reggio Calabria, il sostegno alle giovani generazioni di San Luca anche con la ristrutturazione del campo sportivo, la rapida realizzazione del guado sul fiume Allaro, la piana di Gioia Tauro con il suo porto e i lavoratori che frequentemente sono stati  in prefettura, ma anche il Santuario di Polsi, restituito  alla sua genuina storia millenaria contro le derive dei riti di iniziazione ‘ndranghetista, gli sbarchi di migranti al porto di Reggio Calabria e di Roccella Ionica dove il volontariato  ha mostrato per intero il volto di una stupefacente solidarietà. Dunque una società che ha saputo coltivare i talenti e si propone una meta che, a dispetto della cronaca criminale, conserva la sua storia e i suoi miti dentro i quali si individuano percorsi culturali capaci di contrastare ogni forma di illegalità. Lo Stato, quindi, la squadra Stato con le sue articolazioni che qui manifesta giornalmente la Sua vicinanza, soprattutto nei confronti dei più deboli, costituisce un pilastro della democrazia ed un valore riconosciuto ed apprezzato per la crescita di una sana economia e del rispetto e della tutela dei diritti.
    In tal senso, non sono destinati all’oblio le iniziative con i Comuni desiderosi  di legalità; le proficue sinergie istituzionali; la ricerca con le organizzazioni datoriali e sindacali di soluzioni appropriate per il mantenimento dei livelli  occupazionali; la corale e sentita richiesta per il potenziamento dell’aeroporto; la continua interlocuzione nel settore della sanità per superare cronici disservizi.  
    Per tale ragione, mi sento reggino di adozione e orgogliosamente ne avverto il peso della responsabilità che proficuamente ho condiviso nelle materie dell’ordine e della sicurezza pubblica con i magistrati del distretto, i rappresentanti provinciali delle forze di polizia ed i sindaci.
    Non sono mancate incomprensioni, poche a dir il vero, per aver adottato misure preventive ritenute non condivisibili.
    Nel momento del mio commiato tuttavia non posso che ribadire che la democrazia è rispetto delle leggi e dei provvedimenti giurisdizionali, costituendo tutto ciò l’unica strada per contrastare efficacemente la ‘ndrangheta, consolidare i principi costituzionali, unitamente alla capacità di valorizzare le risorse  per creare occupazione, soprattutto giovanile; frenare l’esodo di migliaia di laureati e lo spopolamento dei piccoli comuni.
    Lascio una terra che mi mancherà anche per i tanti calabresi, i tanti cittadini che ho conosciuto, ma sono grato al Ministero dell’Interno per la felice opportunità di aver potuto constatare che  il tanto bene visto e sperimentato, sfatando luoghi comuni, soverchia l’orrida piaga della ‘ndrangheta. Ringrazio la popolazione, i Parlamentari, le Autorità religiose, politiche, civili e militari, la Magistratura, il Presidente della Giunta Regionale, il Presidente del Consiglio regionale, il Sindaco della Città Metropolitana, i Sindaci, gli Amministratori regionali e locali, l’Università Mediterranea, le Istituzioni scolastiche e culturali, gli Esponenti degli ambienti economici, imprenditoriali e produttivi, i Rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori, i Responsabili e gli Operatori degli Organi d’Informazione, le Organizzazioni ed Associazioni di volontariato, culturali, sportive, ricreative e di servizi e i Dirigenti degli Uffici Pubblici. Infine, desidero rivolgere  ai miei collaboratori un grato pensiero per il supporto che con slancio, passione e professionalità hanno assicurato alla mia azione ed auguro ogni bene alla comunità metropolitana di Reggio Calabria.
    Michele di Bari