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Un giudice allertava Mimmo Lucano: “Non parlare al telefono”

29 Aprile 2019
in Primo piano, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Oggi l’interrogatorio di Mimmo Lucano: “Non ho nulla da nascondere”

“Non parlare al telefono”. Sarebbe questa una delle frasi pronunciate dal giudice Emilio Sirianni, al telefono con Mimmo Lucano. Lo scrive Il Giornale. Questa intercettazione sarebbe stata rilevata dalla Procura di Locri che indaga sull’ex sindaco di Riace.

La Procura di Locri ha infatti aperto un’inchiesta sul giudice Emilio Sirianni, dopo avere ascoltato delle intercettazioni che riguardavano proprio lui e Lucano. Nelle telefonate intercettate il magistrato, in servizio alla Corte d’appello di Catanzaro, si prodigava in consigli su come affrontare situazioni “scomode” riguardo all’indagine della Procura di Locri, terminata l’11 aprile scorso con il rinvio a giudizio di Lucano e di altre ventisei persone per associazione a delinquere, truffa, corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In queste telefonate Siriani avvertiva Lucani che poteva essere oggetto di intercettazioni e lo esortava a non “parlare al telefono”.

Nelle carte della Procura di Locri, il giudice Sirianni appare come una figura a metà tra il consulente di immagine e l’avvocato difensore. La stessa Procura appare assai dubbiosa che queste funzioni siano compatibili con quella di magistrato, ma non ritiene di essere davanti a un reato. “Dagli atti di indagine è emerso come anche nei casi in cui Sirianni ha redatto controdeduzioni o note difensive in favore di Lucano, egli in alcun modo ha indicato o suggerito modalità che potessero ritenersi estranee alla versione difensiva o atte a inquinare lo scenario probatorio”.

Quanto agli epiteti “sicuramente sconvenienti” rivolti a personaggi pubblici, come il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri o l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, scrive Il Giornale, il giudice li ha rivolti in privato: quindi non c’è diffamazione. Di Gratteri, in particolare, il giudice Sirianni e Lucano si occupano nell’ottobre dello scorso anno, quando il procuratore di Catanzaro va in televisione e osa invitare a “leggere bene” le carte delle accuse all’ex sindaco: basta questo a scatenare i due”.

Esemplificativo del ruolo di Sirianni, scrive Il Giornale, l’episodio in cui questi suggerisce a Lucano il tenore delle dichiarazioni da rendere alla stampa in occasione del commento esternato dal procuratore capo di Catanzaro in merito alla vicenda Riace. Sirianni dopo aver suggerito le risposte da dare alla stampa, raccomanda a Lucano di non far leggere a nessuno il contenuto della mail e di cancellarla”.

 

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