di Grazia Candido – “Vogliamo cambiare l’Europa e lo faremo”. Giorgia Meloni ne è certa e da una gremita piazza Duomo questa sera, dopo una visita pomeridiana al Museo archeologico nazionale, scortata dalla parlamentare Wanda Ferro, dai consiglieri regionale Alessandro Nicolò e Fausto Orsomarso, dal coordinatore regionale Ernesto Rapani, dai consigliere comunali di Reggio Calabria e dai candidati al Parlamento europeo Rosario Aversa, Denis Nesci e Caio Mussolini, ribadisce alcuni principi di Fratelli d’Italia bacchettando un “Governo completamente paralizzato che sta al potere senza riuscire a decidere più nulla”.
Dopo un breve saluto del coordinatore provinciale del partito Nicolò che tesse le lodi “alla leader indiscussa di una squadra che condivide la sua linea di cambiamento e per farlo bisogna imprimere una svolta”, la scena è tutta della Meloni che sin da subito, alza il tono della voce per dire a Reggio Calabria: “Lavoriamo per costruire un’alternativa con Fratelli d’Italia. Se gli italiani il 26 maggio ci dimostreranno che c’è un’alternativa possibile, allora ci sarà un Governo senza i Cinquestelle”.
“Il voto del 26 maggio ha molti risvolti per il nostro futuro – esordisce la candidata – Si vota per il Parlamento europeo e l’Europa viene vista ancora oggi, come qualcosa di incomprensibile ed effettivamente, come si è comportata in questi anni con noi, non va bene. Noi vogliamo cambiare l’Europa, vogliamo buttare giù l’euro-mostro per costruire un’Europa che sappia difendere i diritti dei cittadini. Oggi, l’Europa si occupa delle zucchine che possiamo produrre o del diametro delle vongole che peschiamo ma Macron può decidere sui nostri prodotti? Andiamo a costruire un’Europa in cui conta la gente e lo possiamo fare solo attraverso gli Stati nazionali – continua il numero uno di Fratelli d’Italia – Questo non vuol dire essere contro l’Europa anzi vogliamo l’Europa che conta davvero e non uno strumento della Francia e della Germania”.
E’ un fiume in piena e, nonostante la temperatura si sia improvvisamente abbassata, Giorgia Meloni riesce a riscaldare una piazza quando parla di “interesse nazionale italiano da difendere, famiglia, immigrazione, sanità”.
“La Francia e la Germania ci considerano pericolosi, pure la sinistra ci considera tali ma noi non abbiamo paura di stare sui mercati mondiali, nè abbiamo paura della globalizzazione perché il nostro prodotto è di qualità ed é prezioso – continua ancora – L’Europa con gli accordi di libero scambio ha massacrato i nostri prodotti e i nostri produttori. Se vuoi difendere gli agricoltori devi dire o ti adatti ai miei standard o ti metto dei dazi. Vogliamo un’Europa che difenda il nostro marchio, basta concorrenza sleale. La nostra identità è la cosa più preziosa che abbiamo. Il marchio Italia è il terzo marchio nazionale dopo Coca Cola e Visa. E lo difenderemo così come difenderemo la famiglia che serve alla società, è la prima forma di società. Dobbiamo sguainare una spada per dire che servono un uomo e una donna per fare i figli. E io voglio che i figli li facciano gli italiani, non accetto che mi si dica che me li faranno gli immigrati. L’immigrazione è una dura battaglia da combattere e vincere in Europa – afferma la Meloni – Se le Nazioni dell’Est Europa non fanno entrare gli immigrati clandestini perché ce li dobbiamo prendere noi? Perchè noi abbiamo il PD. Non serve chiudere i porti ma fare un blocco navale alle coste della Libia. E’ ovvio che con queste norme, non ci possiamo difendere ed è inammissibile che la Cassazione ritenga non respingibile un immigrato clandestino che si dichiari omosessuale se proveniente da un Paese in cui l’omosessualità è perseguita. Perché c’è tutto questo accanimento sull’immigrazione? Perché la famiglia è un nemico? Perché tutto ciò che definisce la mia identità deve essere visto come qualcosa di sbagliato? Forse perché senza una identità sono un numero e non più una persona. Fratelli d’Italia si batterà per la nostra identità, noi non saremo schiavi del grande capitale. Se vogliono venire in Italia, devono rispettare le nostre regole come io rispetto le loro, condividere i nostri simboli, i nostri valori”.
Ci sono tante cose da dire ma il tempo scorre e la leader di FDI si sofferma sulle cose da cambiare, tra queste rientra “anche il Governo del cambiamento”.
“Il reddito di cittadinanza non serve a niente e lo dico in Calabria dove la priorità è andata agli immigrati e non agli italiani. Il reddito di cittadinanza è sbagliato a livello culturale e non è un modo per combattere la povertà: non vi serve una paghetta ma un lavoro, la dignità del lavoro ma se aumenti le tasse, se complichi la vita con una burocrazia farraginosa, chiude tutto. Qui, se vuoi sviluppo, devi portare infrastrutture. Toninelli, l’unico Ministro alle infrastrutture pagato per bloccare tutte le nostre infrastrutture, non ha capito che se voglio vedere i vostri bellissimi Bronzi di Riace mi servono tre giorni per arrivare a Reggio. La città potrebbe vivere solo con il porto di Gioia Tauro e tantissimi ragazzi scappati da questa terra potrebbero tornare a lavorare qui. La sfida più grande è delle infrastrutture”.
Un passaggio poi al futuro regionale e comunale della città e una premessa che la dice lunga.
“Ci occuperemo della Calabria e metteremo i nostri uomini e donne sul tavolo della Regione e del Comune – puntualizza la Meloni – Sicuramente, ci batteremo affinchè non succeda più che un Oliverio spenda solo l’8% dei Fondi comunitari, una vera pazzia o che i Calabresi debbano emigrare in altre Regioni per curarsi. Non si può bloccare il turn over nella sanità calabrese. Questo il ministro Grillo lo deve capire perché se lo fa, mette una Regione in ginocchio. Vi chiedo di darci una mano perché noi non vi abbiamo mai tradito, noi siamo noiosamente credibili e siamo pure monogami. A Reggio Calabria vedo almeno due persone che potrebbero fare il sindaco di Reggio Calabria. Non è stato deciso niente al tavolo nazionale né per la Regione né per il Comune, valuteremo le persone migliori. Siamo molto agguerriti ma non abbiate paura perché le percentuali di Fratelli d’Italia possono essere inaspettate. Votate se vi convince il nostro progetto e io vi prometto che il risultato del 27 maggio vi sorprenderà. Non ci votate se pensate al clientelismo, votate il PD. Non ci votate per rabbia, in tal caso date il vostro voto ai Cinque Stelle. Votate e scegliete Fratelli d’Italia solo per amore”.










