Qualche anno qualcuno fa provò a far valere l’idea che clonarli sarebbe potuta essere una strategia utile a promuovere i Bronzi di Riace, in maniera tale che facendo girare le copie in giro per il mondo in molti potessero farsi venire la voglia di arrivare fino a Reggio Calabria per vedere gli originali. Erano gli anni che anticipavano le Olimpiadi di Atene del 2004.
In epoche più recenti, invece, in molti, tra cui Vittorio Sgarbi, provarono a sottolineare l’importanza di farli girare per il mondo, in barba, più o meno, all’egoismo dei reggini..
La proposta viene rilanciata da due consiglieri regionali: Enzo Ciconte da Soriano Calabro e Orlandino Greco da Castrolibero.
Non a caso la proposta non arriva da politici reggini che sanno bene come, a Reggio Calabria, preferirebbero al massimo sentirsi dire che si sta lavorando affinché quanta più gente possibile confluisca sullo Stretto in un ristrutturato e bellissimo Museo attraverso un’adeguata promozione turistica, la sviluppo di infrastrutture adeguate (aeroporto in primis) ed altro ancora.
Secondo Ciconte e Greco, però, bisognerebbe valutare con concretezza e nell’immediato la possibilità di approvare eventuali spostamenti in tutti il mondo dei Bronzi di Riace.
La mozione è stata indirizzata alla Giunta Regione e sarà oggetto di esame.
La loro idea è che l’esposizione in luoghi lontani come la Cina e il Giappone rappresenterebbe un’adeguato escamotage promozionale finalizzato a far entrare la Calabria nella “mental map” di quei paesi che, oggi, rappresentano nuovi mercati.
Di fatto Reggio Calabria si troverebbe per settimane, forse mesi, senza un’attrazione di livello mondiale.
La levata di scudi, forse anche preventivabile, è pronta.






