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    Reggio Calabria – Baglioni al Palazzetto crea un “mercatino” di emozioni

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – “Benvenuti a questo grande mercatino di illusioni, di visioni, di emozioni, di chimere, di sorprese e di canzoni”.
    Claudio Baglioni accoglie così ieri sera un PalaCalafiore gremito, pronto quasi ad esplodere da ogni lato che circonda il palco posto volutamente al centro. E “Al centro”, nuovo tour di Baglioni (ieri e oggi in riva allo Stretto grazie alla Esse Emme Musica di Maurizio Senese) è un vero kolossal che si apre con una fila di uomini con la valigia che, puntuali alle 21,10, escono da uno dei tunnel del palazzetto per salire sul palco.

    L’ultimo uomo della fila è proprio Claudio che, dopo aver posato la valigia, apre il live con “Questo piccolo grande amore”, tra il tripudio del pubblico. A volte si ferma e, in molti suoi brani, lascia cantare i suoi fans scatenati che lo seguono ininterrottamente. E li guarda compiaciuti come se non fossero passati 50 anni ma fosse l’inizio del suo cammino.
    Il colpo d’occhio è impressionante: parterre e tribune sono tutte piene ma quello che colpisce di più, è vedere in real-time un vero e proprio show televisivo.
    La band, disposta in buche ai quattro angoli del palco, rimane quasi invisibile per tutta la sera: solo le coriste sporadicamente raggiungono Claudio spesso circondato dal corpo di ballo che si muove con disinvoltura su una superficie che si trasforma in uno schermo.
    Per ogni brano, si disegnano delle trame: attraverso un lavoro di mappatura del pavimento, i visual su cui camminano Baglioni e i 26 artisti tra performer, acrobati e ballerini, si intrecciano con quello che vi accade sopra. Come in “Porta Portese” dove tutto si trasforma in un mercato tra artisti, passanti e capelloni ladri.
    È un viaggio intenso e molto lungo quello di Claudio anche perché non è semplice sintetizzare 50 anni di carriera, raccontare una vita segnata da tantissimi successi e brani indimenticabili dei quali il “gladiatore” Baglioni ne sceglie 33.
    Il pubblico non riesce a stare seduto, si alza in piedi per cantare a squarciagola “Strada facendo”, “La vita è adesso”, “Amore bello” incorniciato da un parterre con tanti cartoncini con un cuore rosso, “Mille giorni di te e di me”.
    Baglioni mostra la sua compostezza ed eleganza ma anche la timidezza e la riservatezza di un uomo che non si lascia andare a sproloqui. Per lui a parlare, sono le sue canzoni. Forse, è eccessivamente rigoroso, un rigore imposto anche nello spettacolo dove ogni cosa sembra non avere limiti quanto a invenzioni e idee.
    Il palazzetto è un tappeto di luci alternate dei cellulari, tutti riprendono qualcosa da poter raccontare ad amici e parenti il giorno successivo. Ma la gioiosa “macchina da guerra” si avvia trionfalmente alla conclusione e Claudio, stanco ma visibilmente soddisfatto, non può che mettere di nuovo “Al centro” la sua travolgente arte intrisa di passione e amore che, ieri sera, in riva allo Stretto gli ha permesso di essere nuovamente incoronato Re della musica.