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    Il pomo della discordia - Buccirosso (2)

    Reggio Calabria – Buccirosso chiude la straordinaria stagione della Polis Cultura

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – L’immagine del teatro “Cilea” gremito chiude la straordinaria stagione “Le maschere e i volti” della Polis Cultura che, per il gran finale, ieri sera, ha messo in scena “Il pomo della discordia” scritto e diretto da Carlo Buccirosso. La divertente commedia con garbo e non senza una franca ironia, affronta il tema dell’omofobia riuscendo a mettere in luce con leggerezza, ma anche facendo riflettere il pubblico, tutte le distorsioni di quella che è una mentalità ancora troppo largamente diffusa.
    Con un lavoro millimetrico, anche sul piano della regia, curata dallo stesso Buccirosso con l’aiuto di Marina Parisi, la commedia è frizzante, dinamica grazie a dialoghi serrati e tempi comici ben calibrati. Il pubblico segue con attenzione e prova a smorzare le risate per non distrarre gli attori ma non ci riesce: i tempi e la storia coinvolgono e trascinano. Nei panni del notaio Tramontano, l’attore Buccirosso è come sempre impeccabile e con la sua proverbiale ed irresistibile ironia, riesce a rendere benissimo le sfumature di un personaggio che, odioso sulla carta, rivela tutta la propria tenerezza paterna nello svolgersi della rappresentazione.
    Intransigente e bacchettone, il notaio, malgrado sospetti la verità, non nasconde la propria omofobia e ha un atteggiamento sprezzante verso tutte le forme di diversità. Di grande rilievo la prova attoriale di Maria Nazionale, convince nel ruolo della mamma Angela che difende a spada tratta il suo primogenito, per la quale Buccirosso, nel copione, inserisce, saggiamente, due canzoni che toccano il pubblico nel profondo e sono tra i momenti più applauditi della rappresentazione, compreso il bel finale nel quale i due protagonisti duettano gli ultimi versi, sulla musica di Sal Da Vinci.
    Quella di Buccirosso è un’arguta analisi del rapporto burrascoso instauratosi ormai da anni tra padre e figlio che finirà con l’esplodere completamente in occasione della festa a sorpresa che la sorella di Achille organizzerà, invitando anche alcuni amici del fratello. Nel momento clou dei festeggiamenti, infatti, Nicola irrompe in scena, ubriaco, causando scompiglio e discordia tra i commensali e provocando la delusione del figlio e dei presenti.
    Sarà, però, proprio a partire da questo episodio che le cose inizieranno a rimettersi a posto in famiglia fino a giungere al naturale lieto fine. E poi, la volontà di Achille di ridursi il pomo d’Adamo, per il padre simbolo maschile per eccellenza, è la scintilla che fa traboccare il vaso e minaccia la tenuta dell’intera famiglia.
    La commedia tocca nel profondo corde molto sottili e delicate merito della scrittura di Buccirosso che riesce a parlare in maniera semplice e diretta di problemi quotidiani di una famiglia della buona borghesia napoletana.
    Altro grande pregio di Buccirosso è quello di sapersi circondare sul palco di artisti validi e di alto livello che, all’interno di un accogliente e colorato salotto di casa, hanno saputo valorizzare un testo teatrale con la loro bravura, in particolar modo la scena della festa tra musiche e danze rappresenta la vera chicca dello spettacolo.
    Gli applausi premiano un cast eccezionale e un maestro della commedia, Buccirosso, abile a creare una parodia che unisce alla leggerezza dello stile la capacità di far riflettere il pubblico su molti pregiudizi tutt’oggi diffusi. Le luci del teatro “Cilea” si spengono ma risuonano ancora forti gli applausi per la Polis Cultura di Lillo Chilà che, anche quest’anno, ha realizzato un cartellone artistico di alto livello registrando per ogni evento meritati e aspettati sold-out.